Fatti

“Cancelliamo l’articolo 38 dello Statuto comunale”

La proposta per lo Statuto è dei 1.559 cittadini di Nocera Inferiore che hanno firmato una petizione per l’ampliamento di Villa dei Fiori

Rosanna Mastrello Amendola ha firmato, come portavoce di 1559 cittadini di Nocera Inferiore, una lettera inviata al ministro dell’Interno, al prefetto di Salerno, al sindaco di Nocera Inferiore, al presidente del consiglio comunale, a tutti i consiglieri comunali chiedendo l’abolizione dell’articolo 38 dello Statuto comunale.

La storia

I motivi della richiesta sono la conseguenza della petizione popolare firmata lo scorso 8 giugno con la quale i lavoratori di Villa dei Fiori e cittadini chiedevano al consiglio comunale di discutere in aula della richiesta formulata dall’azienda di ampliare il centro di riabilitazione così come già avallato dalla Regione Campania, dall’Asl Salerno e dagli altri enti che avevano partecipato alla Conferenza dei servizi. “Sino ad oggi però – scrive Mastrello Amendola – nulla è stato fatto. È evidente, dunque, che l’articolo 38 dello Statuto comunale non è stato rispettato, dunque è inutile e va abrogato. Ma è anche ingannevole perché illude i cittadini di poter esercitare un diritto che invece non hanno alcuna possibilità di esercitare in quanto non è riconosciuto dagli organi comunali”.

L’articolo 38 recita che “tutti i residenti nel Comune che abbiano compiuto il 16° anno di età hanno diritto di presentare istanze, petizioni e proposte rivolte al Sindaco, al Consiglio comunale o alla Giunta” a condizione che “la proposta sia sottoscritta da almeno 500 residenti”.  “A dispetto dello Statuto – ha precisato Mastrello Amendola – non ci è stata fornita nessuna informazione, non è stata predisposta nessuna delibera, addirittura ci è stato negato qualsiasi confronto”.

“Al contrario – scrive la portavoce dei firmatari – il Segretario Generale del Comune in data 16 luglio 2021 scrivendo al Prefetto, da noi coinvolto, si è peritato di ufficializzare che di fatto per il Comune l’articolo 38 non esiste. In quella lettera infatti il Segretario Generale spiega al Prefetto che la norma avrebbe al più, di carattere acceleratorio, al punto che lo Statuto comunale non prescrive, in caso di superamento del termine, alcuna sanzione.  In sostanza non conta nulla, come dimostra il fatto che la nostra istanza non ha avuto alcun seguito reale”.

“Ognuno dei 1.559 cittadini che hanno firmato quell’istanza – scrive ancora Mastrello Amendola – lo hanno fatto nell’illusione che quanto stabilito dallo Statuto comunale fosse reale, per poi dover scoprire invece che era del tutto illusorio. Per questo, a tutela del diritto dei cittadini di non essere ingannati dall’istituzione comunale e non essere sollecitati ad esercitare un diritto che, per quanto sancito non è riconosciuto, chiediamo l’abrogazione dell’art. 38 dello Statuto comunale”. 

Redazione

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