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“Chi l’ha fatto?” Cittadinanzattiva premia l’Asl Salerno

L’Asl Salerno tra le esperienze premiate a Roma con “Le Botteghe della Comunità” al concorso nazionale promosso da Cittadinanzattiva

L’Asl Salerno tra le prime classificate al concorso nazionale “Aree interne, eppur si muovono”, dove è stata premiata come “best practice” per il progetto “Le Botteghe della Comunità”. L’evento, tenutosi questa mattina a Roma presso l’Auditorium G. Avolio della Confederazione Italiana Agricoltori è promosso da Cittadinanzattiva in collaborazione con UniCredit nell’ambito di Noi&UniCredit – il programma di partnership fra la banca e le Associazioni dei Consumatori di rilevanza nazionale – e dedicato alla valorizzazione delle buone pratiche realizzate nelle aree interne del Paese.

Cittadinanzattiva sostiene l’importanza di politiche pubbliche in grado di valorizzare la spinta innovativa di questi territori, anche grazie al rafforzamento di servizi pubblici quali la sanità, la scuola, la mobilità, che risultano essenziali per garantire un freno allo spopolamento e imprescindibili per chi decide di rimanere proprio per realizzare quella spinta. A seguito dei saluti istituzionali del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr Tommaso Foti la prima sessione dell’evento è stata dedicata al confronto sul Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne (PSNAI).

Il direttore generale dell’Asl Salerno Gennaro Sosto ha ritirato il riconoscimento durante la cerimonia di premiazione della 4a edizione di “Chi l’ha fatto?”: un momento dedicato ai progetti che, partendo dalle esigenze delle comunità locali, hanno saputo generare impatto positivo, rafforzando identità, appartenenza e sviluppo, dove “Le Botteghe della Comunità” sono state premiate come modello replicabile di sanità di prossimità, capace di avvicinare la cura ai cittadini e di rafforzare il legame tra istituzioni, territori e bisogni reali della popolazione, per essere riuscito a coniugare equità d’accesso, continuità assistenziale e resilienza organizzativa in una delle aree più fragili del Paese e per aver realizzato un modello innovativo di sanità territoriale capace di portare assistenza e cura direttamente nei luoghi di vita delle persone, costruendo una rete capillare di presidi sociosanitari che servono oltre 28.000 cittadini.

Redazione

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