Fatti

Come raccontare chi è fuori dalla comunità

Scarp dé tenis, il mensile della strada

Ammetto la mia ignoranza. Non sapevo dell’esistenza di “Scarp dé tenis”. Non è un nuovo marchio di scarpe che oggi vanno tanto di moda. E’ un giornale. Il mensile della strada. L’ho scoperto partecipando al convegno “Generare comunità” legato alla dodicesima edizione del Premio Euanghelion che si è tenuto nell’aula magna della Curia vescovile a Nocera Inferiore. E’ stata molto brava Laura Guerra a spiegare cos’è “Scarp dé tenis”, la sua storia, l’informazione che diventa impegno sociale in tutta Italia grazie anche alla collaborazione delle 10 redazioni in altrettante città.

Dove nasce Scarp dè tenis

La redazione di Napoli

Ed ho subito immaginato il luogo dove a Napoli si incontrano in via Pietro Trinchera i collaboratori del giornale, gli ultimi, i senza casa, coloro che hanno alle spalle un’altra vita, quelli che non hanno diritti, nemmeno chiedere il reddito di cittadinanza, quello che il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha definito “la più grande conquista del welfare italiano”. Ma che non tiene conto degli ultimi, che non hanno nemmeno il diritto di tornare ad essere cittadini. Questo diritto negato lo restituisce il mensile della strada. Sono gli ultimi, infatti, ad essere “i giornalisti” di “Scarp dé tenis”. Sono loro a raccontare quello che i loro occhi vedono e la loro mente elabora.

Un giornale vero

La copertina dell’ultimo numero

Ma non vi aspettate di trovarvi tra le mani un insieme di fogli fotocopiati in bianco e nero. Il mensile è un giornale vero, ben impaginato, graficamente gradevole, un ottimo prodotto. Anche nei contenuti. Lo vende chi lo scrive. Gli ultimi. Indossano una pettorina rossa e girano per Napoli a fare gli strilloni. Con dignità, non per fare accattonaggio. Quando li incontrate, anche se le strade di Napoli sono piene di venditori delle volte fastidiosi, non cambiate marciapiede. Andate loro incontro, magari con un sorriso, e comprate “Scarpe dé tenis”. Costa 3, 50 euro. Ora lo sapete. Anzi lo sappiamo.

Dove vanno i vostri 3 euro?

Vendere il giornale significa lavorare, non fare accattonaggio. Il venditore trattiene una quota sul prezzo di copertina. Contributi e ritenute fiscali li prende in carico l’editore. Quanto resta è destinato ai progetti di solidarietà. “Scarp de’ tenis”, come si legge anche sul sito web (www.blogdetenis.it), è un giornale di strada no profit nato da un’idea di Pietro Greppi e da un paio di scarpe. E’ un’impresa sociale che dà voce e opportunità di reinserimento a persone senza dimora o emarginate. E’ un’occasione di lavoro e un progetto di comunicazione.

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Nello Ferrigno

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