C’è già una chat. Attraverso di essa alcuni assessori al Commercio e alle Attività produttive dell’Agro nocerino dialogano per individuare strategie comuni per il rilancio del settore, oggi ancor più necessarie considerata la nuova stretta provocata dalla pandemia. E’ il primo passo verso la costituzione di un coordinamento, una sorta di “piano di zona” del commercio. I partecipanti alla chat sono già diversi, questo conferma l’interesse verso un argomento maledettamente attuale in un territorio le cui città, grandi e piccole, sono strettamente legate tra loro, quasi saldate reciprocamente le une alle altre.
Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, Sarno, San Valentino Torio, San Marzano, Angri, Siano e Scafati sono i Comuni che guardano con interesse alla nascita di un simile organismo. “Vogliamo mettere insieme – ha detto Antonio Franza, assessore a Nocera Inferiore – le singole esperienze già messe in campo per sviluppare attività comuni individuando misure e strumenti per aiutare un settore fondamentale nell’economia territoriale già stressato dalla crisi pre pandemia e ora messo quasi in ginocchio”. L’inserimento della Campania in “zona rossa” complica ancor di più le cose ed è per questo che nelle ultime ore c’è stata un’accelerazione nell’interlocuzione tra gli assessori. Gli operatori commerciali guardano con trepidazione le istituzioni, Comuni compresi, per capire cosa potranno fare per farli uscire dal pantano.
Purtroppo siamo a novembre e i fondi comunali in bilancio sono quasi tutti assegnati. In primavera erano state adottate delle misure che non potranno essere replicate “ma vogliamo studiare interventi per non farci trovare impreparati quando la pandemia sarà finita”, ha spiegato Franza. “Tutelare il commercio e le piccole attività produttive – ha sottolineato Roberto Fabbricatore, assessore di Roccapiemonte – significa garantire lavoro e sviluppo al territorio. Spesso queste realtà vengono trascurate, con la creazione del Coordinamento comprensoriale potremmo dare un contributo sostanziale”. Fabbricatore fa l’esempio della Consulta del commercio messa in piedi dall’amministrazione Pagano. “E’ diventata un punto di riferimento e potrà essere ampliata alle altre città”.
Entusiasta “di fare fronte comune alla crisi” è l’assessore Pietro Sessa di Pagani. “Bisogna guardare allo sviluppo del territorio che garantirà benessere a tutte le città”, ha precisato Sessa. Ma la Consulta potrebbe essere anche la chiave di volta dei Distretti del Commercio, un innovativo modo di operare sul territorio, la risposta del commercio di “vicinato” presente nei centri storici o nei quartieri alla massiccia e competitiva presenza di grandi centri commerciali. L’amministrazione Torquato è stata la prima in Campania ad approvare una delibera di indirizzo in attesa delle linee guida regionali. Gli altri Comuni della futura Consulta sono pronti a farlo.
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