Fatti

Condor e Microsoft nella Torre Universal della Ciudad Tecnològica in Costa Rica

L’azienda italiana partecipa al progetto di un edificio che sarà utilizzato dal colosso dell’informatica come sede nel Centro America. “Ha vinto il nostro continuo impegno in ricerca e innovazione”.

E’ una delle tante sfide a cui la Condor ci ha abituati. Ma questa volta sembra essere ancora più stimolante. Anche perché l’edificio che sta nascendo in Costa Rica, grazie anche alle tecnologie costruttive dell’azienda della famiglia Petrosino, è stato scelto da Microsoft per allestire una sua sede. Niente male davvero per la Condor che ha sposato l’innovazione tecnologica come uno degli elementi predominanti della propria ricerca e sviluppo. Basti pensare al BIM, un sistema di avanguardia per la progettazione, e la realtà aumentata, tra i primi produttori ad adottarle in Italia nel settore di riferimento che è quello edile. C’è, dunque, un collegamento non solo virtuale tra le due aziende.

La Torre Universal che si sta costruendo a San Josè modificherà, con i suoi 21 piani, lo skyline della città. Il progetto, il valore è di 50 milioni di dollari, è stato chiamato Ciudad Tecnològica (Città della tecnologia). Il riferimento non è solo per la presenza di Microsoft ma anche per l’impiantistica ad alta tecnologia. Nella torre non ci saranno solo uffici e sedi di importanti aziende mondiali ma anche spazi commerciali e ristoranti.  

“Condor – ha spiegato Francesco Petrosino, General Manager dell’azienda – è coinvolta nella fornitura del sistema rampante SRC-240, fornendo anche assistenza tecnica in loco. Il sistema rampante SRC-240 è un sistema di supporto per le diverse fasi di colata in altezza e rappresenta un’opzione capace di minimizzare il numero di movimentazioni. Ideale, quindi, per la realizzazione delle pareti in elevazione matchando convenienza, rapidità e sicurezza”.

La storia della Condor è da manuale. Esperienza trentennale, coraggio imprenditoriale, voglia di crescere ne hanno fatto un punto di riferimento nel mondo dell’edilizia prima italiano, poi europeo e oggi mondiale. L’azienda ha saputo anche superare con successo la delicata fase del salto generazionale. La dimostrazione è l’ottimo lavoro che stanno portando avanti Francesco e Nunzia, figli di Alfonso Petrosino, il fondatore, e nipoti di Nadia Petrosino, altro punto di riferimento di Condor Spa. L’azienda è attiva nella progettazione, produzione, vendita e noleggio di ponteggi, casseforme per pareti e per solai, blindaggi oltre che di strutture per eventi e spettacolo.

Grazie all’internazionalizzazione del brand il 50% del fatturato arriva dall’estero, Nord Africa, Africa subsahariana, Emirati Arabi, Israele, Europa continentale, USA e Canada. C’è poi una sede commerciale con un deposito a Dubai, un’altra a Tunisi. Sono quattro gli stabilimenti di produzione, tre in Irpinia, uno a Torino. E le sfide non sono finite.

Nello Ferrigno

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