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Coronavirus, controlli e prime multe

Forze dell’ordine al lavoro per controllare i negozi che non rispettano le norme Coronavirus, controlli anche per gli spostamenti delle persone prime multe

Il prefetto di Salerno, è bene ricordare, è il rappresentante del Governo sul territorio, ha emesso una nota nella quale ha dato disposizione alle forze dell’ordine di monitorare con il concorso della polizia municipale e del questore, le attività di ristorazione e bar che non rispettano gli orari di lavoro che vanno dalle 6 alle 18, oltre che il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale così come previsto dai provvedimenti governativi.

Ieri già ci sono stati i primi risultati di questa attività. A Nocera Inferiore gli agenti del commissariato di polizia di Stato, diretto dal vicequestore Luigi Amato, hanno effettuato una serie di controlli nei negozi. Verifiche anche nei negozi di barbiere, parrucchiere e centri estetici alla luce dell’ordinanza emessa ieri dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. Accertamenti sono stati effettuati anche in pizzerie e ristoranti. Sono stati effettuati anche posti di blocco alle uscite autostradali per verificare se gli spostamenti delle persone erano giustificati. Diverse persone sembra non avessero validissimo motivi.

E’ stata, spiegano dal commissariato essendo anche il primo giorno dei divieti, un’azione di sensibilizzazione. Sono stati invitati a fare ritorno nelle proprie città. Ma da oggi si cambia. Per chi viola le limitazioni agli spostamenti la sanzione è prevista in via generale dall’articolo 650 del codice penale, ovvero “inosservanza di un provvedimento di un’autorità”, con una pena che prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino 206 euro. Si potrebbe, inoltre, configurare l’ipotesi più grave, quale quella prevista dall’articolo 452 del Codice penale “delitti colposi contro la salute pubblica che persegue tutte le condotte idonee a produrre un pericolo per la salute pubblica”.

Il presidente De Luca, dopo aver chiuso parrucchiere e centri estetici, potrebbe vietare la consegna delle pizze e di altri cibi a domicilio dopo le ore 18. “Evitiamo anche di ordinare le pizze. Se dieci pizzerie portano pizze a cento persone sono mille contatti. In dieci giorni sono diecimila contatti”, ha detto il governatore. Ha poi lanciato un appello per la grave carenza di sangue che si è registrata in questo periodo. “Donate sangue, ci sono sette bambini in attesa di trapianto di midollo. Sangue non ce n’è”.

Il prefetto ha anche chiarito che saranno consentite solo “attività sportive, ricreative e ludiche, sempre prive di assembramenti”.

Redazione

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