Coronavirus, ecco il nuovo decreto. Chiusi i bar, i ristoranti, tutti i negozi di vendita al dettaglio. Chiusi i centri commerciali, i parrucchieri, i centri estetici. Chiusi i mercati di ogni tipo. Il nuovo decreto firmato ieri sera dal premier Giuseppe Conte rende l’Italia una sorta di “grande Wuhan” ma salva i servizi essenziali: non solo i negozi che vendono alimentari ma anche trasporti pubblici, poste, banche, servizi assicurativi.
Conte ha illustrato il decreto in una diretta Facebook da record per visualizzazioni (330mila contemporanee) dopo un lungo e delicato confronto nel governo e dopo aver – sebbene non ci siano conferme ufficiali – sentito il Quirinale. Non tutti nella maggioranza erano convinti sulla serrata ma il decreto, di fatto, salva alcune priorità per il galleggiamento dell’economia italiana permettendo alle fabbriche di restare aperte (ma con adeguate misure di sicurezza) e lasciando operative le attività relative al settore agricolo, zootecnico senza che collassino le filiere agro-alimentari.
Poi c’è la vita quotidiana, quella destinata a cambiare radicalmente da qui al 25 marzo. Stop a gelati, birre, pranzi al mare, passeggiate nei mercati rionali (sulle quali nel governo restava forte allarme per l’affluenza di persone ancora in questi giorni). Stop a chi vuol comprarsi un vestito, un profumo. Fra due settimane avremo tutti i capelli un po’ più lunghi ma, assicura il Decreto, a nessuno sarà proibito di comprare cibo (anche a domicilio), saponi, detersivi, lampadine. Aperti anche idraulici, meccanici, pompe di benzina e artigiani. Garantita l’attività di edicole e tabaccai. Garantita, soprattutto, l’apertura di farmacie e parafarmacie.
Non solo, anche gli ambulatori veterinari resteranno aperti così come ottici e fotografi. Eppure la nuova stretta serve a spopolare, in maniera radicale le strade dell’intero Paese, tanto che nel decreto si invitano aziende e servizi professionali ad incentivare ferie, congedi retribuiti e lavoro agile. Non fa eccezione la Pubblica amministrazione che dovrà agire in smart working fatta eccezione per i servizi indifferibili da rendere al pubblico.
“Restiamo distanti oggi per abbracciarti con più calore domani”, è la promessa del capo del governo, che non esclude un escalation di contagi nei prossimi giorni ma che, al tempo stesso, invita tutti alla lucidità. “Se i contagi aumenteranno non significa che ci saranno nuove misure, non sarà una corsa cieca verso il baratro”, ha sottolineato il premier.
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