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Crollo funivia del Faito, il bilancio: 4 morti e un ferito

La tragedia del Giovedì Santo, la rottura di un cavo della funivia del Monte Faito a Castellammare di Stabia

Doveva essere un pomeriggio di relax e serenità sul Monte Faito, che con la sua mole a 1100 metri di altezza domina i golfi di Napoli e Salerno, da raggiungere in otto minuti a bordo della caratteristica funivia che parte dal centro di Castellammare di Stabia, la cosiddetta “panarella”. Ma a causa della rottura del cavo di trazione la cabina che trasportava due coppie di turisti israeliani insieme all’operatore dell’Eav, l’ente regionale dei trasporti che gestisce la funivia, che si trovava a bordo, è precipitata nel dirupo sottostante, rotolando poi verso valle per circa un chilometro. Il drammatico bilancio è di quattro morti, tre dei turisti e il macchinista dell’Eav Carmine Parlato59 anni, quarant’anni di servizio in azienda dei quali venti trascorsi alla funivia del Faito.

L’unico sopravvissuto è uno dei turisti stranieri: il trentenne israeliano è stato trasportato in codice rosso in elicottero all’Ospedale del Mare di Napoli, dove è ora ricoverato in rianimazione in prognosi riservata. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Giuliano Schioppi: si procede contro ignoti per disastro colposo e omicidio plurimo colposo, indagini affidate alla polizia. «Siamo nella fase preliminare delle indagini» l’unico commento rilasciato ai cronisti dal procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, per ore sul posto. Il sindaco di Castellammare Luigi Vicinanza ha annunciato il lutto cittadino e ha annullato tutti gli eventi previsti per le festività pasquali.

Un’analogia inquietante con la tragedia della funivia del Mottarone, avvenuta in Piemonte quattro anni fa: tra le quattordici vittime, cinque erano di nazionalità israeliana, come l’unico superstite, un bimbo di cinque anni. Ma stavolta la vicenda ha anche un risvolto beffardo, considerato che in pochi minuti si passa dal sollievo alla disperazione. La rottura del cavo, infatti, ha fatto fermare anche la cabina che fa il percorso inverso, dal Faito a Castellammare, quando è quasi arrivata a destinazione. Sono circa le 14.50 quando il cavo tranciato frusta una villa poco lontana, all’altezza dell’istituto dei Salesiani sulla collina di Scanzano, e si abbatte sui cavi dell’elettricità. Il rumore fa affacciare la gente dai balconi, qualcuno filma la cabina rimasta sospesa a una ventina di metri dal suolo, mentre altri residenti cercano di fare coraggio ai passeggeri in preda al panico. A bordo ci sono otto persone, per la maggior parte turisti, più un operatore dell’Eav, Massimo Amitrano. Ma stavolta il freno d’emergenza scatta regolarmente. Con la dotazione di sicurezza a bordo, il cosiddetto “sacco”, Amitrano fa scendere uno alla volta i passeggeri, insieme ai soccorritori che sono arrivati sul posto con il verricello nel giro di un quarto d’ora. Quando arrivano tutti in stazione li accoglie un applauso, c’è chi si fa anche un selfie con una bambina tedesca, di origine asiatica, che faceva parte del gruppo e che sorride per lo scampato pericolo, come alcuni studenti Erasmus che erano a bordo.

L’altra cabina

Sembra una storia a lieto fine. Ma non è così. In alto, poco lontano dalla stazione del Faito, una coltre di nebbia impedisce di scorgere l’altra cabina, quella che non arriverà mai a destinazione, caduta nel vuoto e rotolata fino all’altezza del terzo pilone. Si cerca di contattare il personale di bordo, ma senza successo. È davvero molto arduo per i soccorritori – soccorso alpino della guardia di finanza, vigili del fuoco, protezione civile, 118 – arrivare sul posto, per via della nebbia e per la conformazione del luogo. Due elicotteri volteggiano a lungo sulla zona, difficile arrivare anche a piedi, per raggiungere la cabina bisognerà tagliare anche degli alberi. Gli stessi alberi che, racconterà un soccorritore commosso, sono stati come delle lance contro chi è precipitato. Quando la coltre di nebbia si è finalmente diradata, tre corpi vengono localizzati quasi immediatamente, mentre si cerca un disperso. Sono circa le 18 quando arriva l’amara conferma della quarta vittima, mentre un elicottero ha già trasportato a Napoli l’unico superstite.

Il precedente

Da soli sette giorni la funivia tanto amata dai turisti – che l’anno scorso ha trasportato 108mila passeggeri – era tornata in funzione per la stagione turistica dopo lo stop invernale e i controlli di routine. Qualcuno ipotizza un guasto avvenuto poco prima della tragedia, ma è una voce che non viene confermata dal prefetto di Napoli Michele di Bari, giunto sul posto per coordinare i soccorsi. I più anziani ricordano anche un precedente tragico, riguardo alla funivia che porta al Faito, la stessa montagna dalla quale 29 anni fa scomparve la piccola Angela Celentano. Era Ferragosto del 1960 – l’impianto era stato inaugurato otto anni prima – quando una cabina si schiantò a valle: anche allora furono quattro le vittime, 31 i feriti. Chiusa nel 2012, la funivia riaprì quattro anni dopo. A luglio del 2021 un’altra grande paura, stavolta senza conseguenze: a causa di un black out la cabina che scendeva dal Monte Faito verso la stazione Circum di Castellammare bloccata oltre un’ora, con 31 persone a bordo.

Sul luogo anche il presidente della Regione Vincenzo De Luca, che ha seguito i soccorsi dalla centrale del 118 all’ospedale San Leonardo di Castellammare. «Dopo la riattivazione nel 2016 – dice De Luca a Rainews – avevamo fatto dei lavori di collaudo e manutenzione. Gli ultimi interventi sono stati effettuati un mese fa». Il governatore ringrazia i soccorritori: «È stato fatto un lavoro davvero straordinario da parte della protezione civile, dei vigili del fuoco che dobbiamo ringraziare perché hanno lavorato in condizioni estreme». Per il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini «è una tragedia terribile, che lascia sgomenti. Ho chiesto approfondimenti su quanto accaduto, affinché si possano verificare tutti gli aspetti della vicenda e accertare eventuali responsabilità. Servono risposte rapide, chiare e inequivocabili. Ai familiari delle vittime un pensiero e una preghiera». Il premier Giorgia Meloni, impegnata a Washington per l’incontro con il presidente americano Donald Trump, dopo aver appreso del tragico incidente ha espresso «a nome del Governo italiano e suo personale, la vicinanza e le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e ai feriti». Il presidente del Consiglio resta in contatto con il ministro per la protezione civile Nello Musumeci e il capo del dipartimento Fabio Ciciliano.

Fonte: Il Mattino

Redazione

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