Fatti

Disabili, “i soldi ci sono per curarli”

Le osservazioni dei vertici di Villa dei Fiori al tavolo tecnico dell’Asl Salerno. Appello al nuovo direttore generale dell’Asl Salerno

Una lunga e dettagliata lettera che mette in discussione i risultati del tavolo tecnico dell’Asl Salerno del 10 ottobre scorso. È stata inviata a Miro Amatruda e Donato Salvato segretari provinciali della Cisl Fp e della Uil Fpl. A scriverla sono stati l’amministratore e il direttore sanitario di Villa dei Fiori, Domenico Vuolo e Fernando Zara. I due dirigenti del centro di riabilitazione di Nocera Inferiore evidenziano che “finalmente abbiamo saputo la verità sui conti, i soldi ci sono e nonostante questo vengono bloccate le terapie. Di seguito il testo integrale della lettera.

Abbiamo letto il verbale del Tavolo Tecnico della ASL Sa del 10/10/22. Finalmente abbiamo saputo la verità sui conti: i soldi ci sono e nonostante questo vengono bloccate le terapie. Solo al distretto di Nocera sono state fermate 250 terapie, in maggioranza a minori, e la dirigente del settore si prepara a bloccarne migliaia. Se fossimo stati noi a quel Tavolo avremmo messo a verbale questo:

Per il setting ambulatoriale dal monitoraggio al 30/8/22 risulta incontrovertibilmente:

a) un mancato utilizzo dei fondi assegnati dalla Regione di € 161.646;

b) uno sforamento complessivo dei centri di € 1.214.422. Il che significa che se non si lasciasse lavorare i centri bloccando le terapie ci sarebbe alla fine dell’anno un mancato utilizzo di € 1.376.068, ciò a danno di migliaia di pazienti che hanno avuto dalla commissione UVBR la prescrizione a continuare le terapie;

c) in questa fattispecie si sarebbe dovuto attivare l’art. 4 comma 4 del contratto. Cosa negata a chi lo ha chiesto fino ad oggi;

d) è consuetudine consolidata, come avvenuto per il 2020 e per il 2021, che la ASL alla fine dell’esercizio copra tutti gli sforamenti – in quanto indispensabili al soddisfacimento del reale fabbisogno della popolazione – con risparmi di altri setting assistenziali, in particolare con il risparmio delle RSA di 2,5 milioni;

e) nella situazione di oggi non sarebbe necessario perché i fondi per soddisfare tutte le esigenze della popolazione sono all’interno del budget ambulatoriale dell’ex art. 26;

f) se si determinasse questo mancato utilizzo di fondi già stanziati la Regione, anziché attribuire 5 milioni di euro alla ASL per allinearsi alla media regionale, avrebbe titolo addirittura a diminuire i fondi per il 2023 annullando la DGRC 394/21, delibera con la quale si è incrementato il budget dell’ambulatorio di € 1.083.000 finalizzati ad una perequazione fra i distretti che in verità non c’è mai stata;

g) in scienza e coscienza affermiamo che i centri che ricadono in distretti che hanno un budget di spesa inferiore alla soglia media regionale, ovvero di 40,88 euro per abitante, hanno il dovere morale e professionale di sforare perché il loro contratto è sbagliato in quanto non corrispondente al fabbisogno della popolazione.

Chiediamo

una comunicazione immediata a tutti i distretti per far cessare ad horas i blocchi delle terapie e permettere a tutti i centri di lavorare autorizzando tutte le terapie prescritte dalle commissioni UVBR.

Il ripristino del 7% tolto ingiustamente e arbitrariamente al comparto residenziale/semiresidenziale in modo retroattivo dal 2020 senza considerare in alcun modo il fabbisogno reale dei ricoverati”.

E avremmo allegato una rielaborazione del monitoraggio ASL al 31/8/22 – setting ambulatoriale e domiciliare.

Ci sembra tutto chiaro e ovvio. Ma la dr.ssa Gentile, responsabile del settore, ha detto che le regole la obbligano a fermare chi sfora il budget contrattuale e continuerà a farlo. Ma queste regole le conosce solo lei. Noi conosciamo quelle scritte nelle delibere e circolari che stabiliscono:

a) assoluta priorità ai bambini

b) somministrazione delle terapie indifferibili prescritte dagli specialisti della ASL

c) verifiche a novembre e non a luglio (il monitoraggio al 31/8 presentava ancora una disponibilità per Villa dei Fiori di euro 214.568)

d) numerose circolari della Regione che consentono l’utilizzo di economie di bilancio per soddisfare necessità di altri setting assistenziali

Da nessuna parte, invece, c’è scritto che si possono bloccare le terapie per assistiti già in carico, eppure è stato fatto.

Addirittura è stato fatto provocando un mancato utilizzo dei fondi stanziati dalla Regione per l’ambulatoriale e domiciliare di 1,3 milioni di euro. È assurdo.

Come è assurdo, per esempio, che la Gentile abbia scritto al giudice (relazione del 23.9.22) che i pazienti che liberamente avevano scelto un centro e un terapista potevano andarsene alla Nostra Famiglia di Cava che aveva un surplus di budget. Pur sapendo che quel Distretto ha 44 euro per abitante (+ 4 euro della media regionale) mentre Nocera (distretto di Villa dei Fiori) ne ha solo 28 (ovvero 1.461.216 euro in meno). È ovvio che a Cava c’è un avanzo e a Nocera c’è uno sforamento. Pur sapendo anche che a fronte del danno al paziente (costretto a lasciare il proprio terapista e il Centro scelto) non c’è alcun vantaggio economico per la ASL perché la spesa è la stessa. Non è solo assurdo, ma inaccettabile. E non è tutto. La dott.ssa Gentile sa pure dell’esistenza del comma 4 dell’art. 4 dell’accordo contrattuale che la obbliga a rimodulare i tetti di spesa in corso d’anno se si riscontra (come nel caso di specie) che alcuni centri hanno necessità di erogare un maggior numero di prestazioni (perché sotto soglia) ed altri non riescono ad utilizzare l’interezza del tetto di spesa.

L’appiglio sarebbe il contratto 2021, talmente sbagliato da aver costretto la ASL a coprire ex post tutti gli sforamenti. Eppure nel Tavolo Tecnico è stato preannunciato che il contratto 2022 dovrà essere lo stesso di quello 2021. Che senso ha continuare a far firmare contratti che non corrispondono alla realtà, come la dirigente sa benissimo, e ai quali si dovrà rimediare a posteriori? Nessuno.

Dobbiamo chiederci: si può dirigere un settore così fondamentale con una mentalità iperburocratica che considera solo il contratto (sbagliato) e non considera il budget complessivo della Asl, lo squilibrio tra i distretti, il fabbisogno reale? È accettabile non utilizzare i fondi stanziati lasciando senza cure migliaia di pazienti e creando disoccupazione?

Noi diciamo NO. Continueremo a farlo anche se dovessimo farlo da soli, magari perché altri hanno paure inconfessate. Lo faremo con fiducia nei nuovi vertici della ASL: persone attente e illuminate che quando scopriranno come stanno le cose vorranno cambiarle. Per il bene dei cittadini, della stessa ASL, di tutti.

Redazione

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