La storia di Francesco Cuomo si incrocia con quella della città delle 100 ciminiere e richiama alla mente la Nocera Inferiore nota in tutto il mondo per l’oro rosso, le industrie molitorie e i pastifici, la lavorazione del cotone con le Manifatture Cotoniere Meridionali, l’orto frutta. Una città laboriosa come non mai che le ha consentito uno sviluppo senza precedenti. Ma dietro tutto questo c’erano uomini che scommettevano sul loro lavoro, tirando fuori l’ingegno e il coraggio, ingredienti indispensabili dell’imprenditoria.
Francesco Cuomo è deceduto oggi nella sua città. Aveva 94 anni. Aveva iniziato a lavorare sin da ragazzo, poco più di dieci anni, imparando per necessità a fare il meccanico. “Ciccio” a 36 anni era specializzato nella manutenzione e riparazione delle macchine industriali e responsabile tecnico della produzione di scatolame e del suo riempimento.
Poi l’idea. Disse al fratello Alfonso “mi sono stancato di lavorare per gli altri. Ci mettiamo in proprio?”. Era il 1964. Quel giorno nasceva la F.lli Cuomo, azienda che si impose prima sul mercato nazionale per poi espandersi in tutto il mondo. I tre fratelli Francesco, Alfonso, Carmine e con il cognato di “Ciccio”, Aniello Petti, misero in pratica l’intuizione che consentì con le loro macchine di occupare una fetta di mercato ancora non satura, la produzione delle macchine industriali che i conservieri nocerini erano costretti ad acquistare altrove.
Così, dalla prima produzione di pezzi di ricambio, Francesco inizia a depositare brevetti di cui è tutt’ora titolare, riuscendo ad intuire le necessità produttive in base all’evoluzione dei tempi e delle lavorazioni. La capacità di immaginare nuovi ingranaggi e tecnologie non gli manca, affiancata dalla maestria di Alfonso nella meccanica pura e dall’estro di Carmine (Pelé) per il design delle nuove macchine che vengono esportate in tutto il Nord Africa, il Medio-Oriente, il Nord e Sud America.
L’azienda F.lli Cuomo compirà a breve 58 anni di attività. Era e resta un’azienda familiare. Ancora oggi è guidata dai figli dei fondatori. Due dei quattro figli di Francesco, Alfonso e Vincenzo, hanno seguito le orme paterne, così come i cugini. “Ciccio non c’è più – hanno scritto i familiari in una nota – ma continuerà ad essere per tutti, familiari e dipendenti, la mente, l’anima e la memoria parlante di una storia industriale di riscatto, evoluzione e radicamento”.
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