Fatti

Fallimento truffa, due fratelli nei guai

La procura della Repubblica fa sequestrare a due fratelli imprenditori il loro patrimonio, sospetti sul fallimento truffa della loro azienda

Sono due fratelli di Angri i titolari di un’azienda che realizzava impianti elettrici per le industrie a cui la Procura della Repubblica di Nocera ha fatto sequestrare beni per 800 mila euro. Ad effettuare le indagini sono stati i finanzieri della Compagnia di Scafati che hanno ricostruito le vicende della società sino ad arrivare alla denuncia per bancarotta e sottrazione fraudolenta del pagamento delle tasse.

Tutto era iniziato nel 2018 quando l’azienda viene dichiarata fallita. Ad insospettire la Guardia di finanza e il sostituto procuratore Davide Palmieri, il fatto che solo nel 2015 la società vantava un attivo di quasi un milione e 300 mila euro, dopo appena due anni quell’attivo si è trasformato in un passivo che ha portato al fallimento con diverse centinaia di migliaia di euro di debito con il fisco e che ne hanno causato il dissesto finanziario. Per gli inquirenti si tratterebbe di una truffa.

Nel ripercorrere le vicende societarie i militari hanno scoperto che, per ostacolare la ricostruzione del patrimonio, destinato ai creditori insinuatisi nell’asse fallimentare, gli imprenditori avevano falsificato i bilanci e distrutto la documentazione contabile, svuotando in breve tempo l’azienda di tutti i beni e, soprattutto, del denaro fatto confluire su conti correnti personali o di società riconducibili ai due fratelli, nonché una lussuosa Audi A8, intestata a un vicino di casa, pur di impedire che venisse sequestrata.

Le fiamme gialle hanno anche scoperto che non sono stati accantonati i soldi per la liquidazione dei dipendenti per circa un milione di euro. Le prove raccolte hanno convinto il giudice per le indagini preliminare del tribunale di Nocera, Gustavo Danise, che ha emesso il decreto di sequestro preventivo. I finanzieri hanno sequestrato un edificio di 15 vani e un capannone industriale, un’autorimessa e tre appartamenti per un valore complessivo di circa 800 mila euro. “Se le accuse saranno confermate, i due fratelli rischiano una condanna fino a dieci anni di reclusione”, ha spiegato il procuratore Antonio Centore.   

Redazione

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