Il Canale Fosso Imperatore torna al centro delle cronache ambientali. Negli ultimi giorni il corso d’acqua che costeggia l’omonima area industriale, segnando il confine tra Nocera Inferiore e San Valentino Torio, ha nuovamente sprigionato odori nauseanti. A destare ulteriore preoccupazione è il continuo mutamento del colore dell’acqua, che varia dall’azzurro intenso al verde smeraldo: segnali inequivocabili della presenza di sostanze inquinanti.
Per affrontare la situazione, questa mattina si sono ritrovati sul ciglio del canale gli assessori all’Ambiente dei Comuni limitrofi: Massimiliano Mercede (Nocera Inferiore), Pasqualina Garofalo (San Valentino Torio) e Franco Grimaldi (San Marzano sul Sarno). Con loro anche Ida Soriente, in rappresentanza del Consorzio di Bonifica Integrale Sarno. “È necessario avviare azioni sinergiche per individuare le cause dell’inquinamento ed arrivare a una soluzione concreta” – ha sottolineato Soriente – ricordando che il Consorzio sta effettuando i consueti lavori estivi di manutenzione, come lo sfalcio della vegetazione, utili anche a individuare eventuali scarichi illeciti da segnalare subito alle autorità competenti.
Nelle prossime ore saranno prelevati campioni d’acqua che verranno analizzati dall’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente, per stabilire la natura delle sostanze presenti. “Abbiamo voluto questa attività congiunta per evitare il rimbalzo delle competenze” – ha dichiarato l’assessore Garofalo, evidenziando la necessità di una strategia condivisa tra Comuni e istituzioni. Il sindaco di San Valentino Torio, Michele Strianese, ha già acceso i riflettori sul caso con una denuncia alla Procura della Repubblica. Nell’esposto ha sottolineato che dal territorio comunale non partono scarichi reflui diretti verso il canale, invitando i colleghi sindaci di Nocera Inferiore, San Marzano e Pagani ad assumere iniziative concrete insieme agli enti di controllo.
Il timore è che la situazione, se non affrontata rapidamente, possa degenerare in un’emergenza sanitaria. Le esalazioni e i cambiamenti cromatici dell’acqua rappresentano infatti un campanello d’allarme evidente, che non può essere ignorato. “Occorre agire subito – ha ribadito Strianese – prima che la grave problematica ambientale si trasformi in un drammatico problema di salute pubblica”.
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