Fatti

Frana di Monte Albino “abbiamo perso tutti”

A 15 anni dalla frana di Monte Albino il Comitato ricorda la devastazione che uccise tre persone. Presentato anche un video

Rosa Califano e Mattia Gambardella

Quindici anni, erano le 17, 30 del 4 marzo 2005 una frana si staccò da Monte Albino uccidendo tre persone, i coniugi Rosa Califano e Mattia Gambardella e il cognato Alfonso Cardamone. Nella ricorrenza del tragico evento il comitato “Vittime della frana” ha diramato un comunicato che rifà la storia, anche processuale, di un evento che ha “cancellato per sempre, in pochi secondi, le abitudini e la quotidianità di intere famiglie che vivevano alle pendici di Monte Albino”.

“Nulla fu più come prima, nulla sarà più come prima”, si legge nella nota. “La giustizia ha fallito: il processo bis non è riuscito a restituire alle vittime e alle loro famiglie la verità, quella verità già accertata nel primo processo: la società Beton Cave fu responsabile della frana. Così, a causa di un banalissimo vizio di notifica sono passati 15 anni e i reati sono andati nel frattempo in prescrizione con la sentenza che “non doversi procedere nei confronti dell’imputato Franco Amato”.

Alfonso Cardamone

“La politica ha fallito: non solo le amministrazioni comunali delle due Nocera non si sono costituite parti civili nei processi, ma, quel che più conta, non hanno mai disposto effettivi controlli sull’attività estrattiva e sui discutibilissimi e reiterati permessi regionali grazie ai quali la cava continua ancora oggi, indisturbata, a bucare il fragile equilibrio della montagna. Nessuno ha mai voluto vedere né sentire”.

“La città ha fallito. Ogni volta che in questi quindici anni si è voltata dall’altra parte, abbandonando al proprio destino i familiari delle vittime come se la battaglia che stavano combattendo riguardasse solo loro e non il bene di tutti; come se a nessun altro sarebbe mai potuto succedere, non chiedendosi il perché. È già successo!  E abbiamo fallito tutti”.

“Guardiamoli, allora, i volti dei morti. I volti di chi non è morto per fatalità o per disgrazia, ma che è stato ucciso da precisi responsabili. Dalla giustizia, dalla politica, dall’indifferenza. Speriamo che ci abbiano perdonati”.

Gli attivisti del comitato hanno anche girato un cortometraggio con l’aiuto del regista Luciano Del Prete, per ricordare, attraverso brevi testimonianze, “gli istanti drammatici del 4 marzo 2005, le responsabilità di una tragedia annunciata, le vittime, coloro che avevano messo in guardia, i rischi che ancora ci sono.
Chiediamo ai cittadini delle due Nocera di dedicare qualche minuto del proprio tempo a questo cortometraggio, perch nulla va dimenticato di quel tragico evento”.

Redazione

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