Fatti

“Il sorriso e la simpatia di Alfonsino ci mancheranno”

Nocera Inferiore ricorda Alfonsino Fufy Izzo, il giovane ucciso dal Covid. Il dolore dei familiari e dei tantissimi suoi amici

Sinisa Mihajlovic dieci giorni fa lo aveva invitato a Bologna per conoscerlo e fargli assistere a un allenamento della squadra. E lo aveva spronato a non mollare. Purtroppo l’incontro non ci sarà. Alfonsino Izzo, 39 anni, è morto per complicanze dovute al Covid. Era tifoso della Nocerina ma amava anche la Lazio e Mihajlovic, quando giocava a Roma, era un suo idolo. “So che stai poco bene – dice nel video l’allenatore – ma sei uno tosto e saprai reagire e venirmi a trovare”. Non è andata così, il virus è stato più forte.

Anche la Nocerina nei giorni scorsi, quando la squadra aveva saputo del ricovero in ospedale di Alfonsino, ha inviato un video di incoraggiamento al loro tifoso.

Fufy, così lo chiamavano i suoi tanti amici, era ricoverato da due settimane all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno in terapia intensiva. Le sue condizioni erano peggiorate da alcuni giorni tanto da spingere i medici a intubarlo. Era affetto dalla sindrome di Down. Quel cromosoma in più, se gli aveva tolto la normalità, gli aveva donato un’allegria e una simpatia smisurate. Grazie ad essa era benvoluto da tantissime persone. La sua passione per il calcio lo aveva fatto diventare il beniamino della curva dello stadio San Francesco.

I tifosi della Nocerina, quando nei giorni scorsi hanno saputo del peggioramento delle sue condizioni, hanno affisso uno striscione di fronte casa sua al rione Calenda, “dai Alfonso la curva sud è con te”. Distrutta dal dolore la sua famiglia in apprensione anche per le condizioni della madre, anche lei in terapia intensiva.

Il sindaco Manlio Torquato con un post, non solo ha ricordato il giovane Alfonsino, ma ha invitato le persone alla cautela anche per l’aumento dei contagi in città, “un beniamino di tantissimi, un ragazzo fragile potremmo dire con terminologia adeguata al tempo che se n’è andato come tanti altri. Adesso che qui sta risalendo la curva dei contagi, proprio ora che si prova a riaprire un po’, ed è giusto, facciamo il nostro dovere, senza tensioni o drammi. In fondo una mascherina e un metro e mezzo di distanza cosa volgiamo che siano”.

Redazione

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