Il Covid -19 sta segnando, e non poco, le nostre abitudini e la nostra quotidianità. Ciò che prima era ordinario, ora è straordinariamente impossibile da portare avanti. Eppure non ci si ferma, specie se dinanzi c’è una laurea da discutere e conseguire. “Non avrei mai pensato una seduta di laurea così. Certo all’inizio la delusione è stata tanta, vista la situazione, e nel giro di pochi giorni siamo passati dal fare la seduta a porte chiuse, con pochi familiari, a farla da soli a casa. È stato un brutto colpo”.
Queste le parole di Letizia Trotta, 28enne di Nocera Superiore che lo scorso giovedì ha conseguito la laurea magistrale in Medicina e Chirurgia all’Università Federico II di Napoli. La seduta si è svolta tramite la piattaforma Microsoft teams dalla propria abitazione. “Un brutto colpo – ha raccontato – anche perché Medicina è un percorso lungo e faticoso, sembri di non vedere mai la fine. Poi finalmente arriva il momento di mostrare a tutti il tuo lavoro, con la tesi sperimentale, dove facciamo uno studio scientifico su pazienti che seguiamo in ambulatorio per due anni, raccogliamo dati e articoli. È un momento che sogni per tanto tempo e lo vedi svanire dalla mattina alla sera”.
“Dopo qualche giorno, e non nascondo con qualche pianto, ho accettato la cosa – ha continuato Letizia – perché è una situazione grave e pesante per tutti. Non sono l’unica ad aver rinunciato a qualcosa. Ho iniziato a cambiare prospettiva di pensiero, a non pensare solo quello che il Coronavirus mi avesse tolto, ma a concentrarmi su quello che di buono c’era ancora, ossia il traguardo”. In questi giorni, infatti, tanti sono stati i ragazzi, come Letizia, che hanno visto svanire il giorno degli allori da sempre sognato. Non soltanto svanire il banchetto festoso post laurea tanto desiderato e ideato (di questi tempi corrono i lanciafiamme), ma l’emozione di sentirsi annunciare dal tavolo della commissione nel conferire per l’ultima volta, da accogliere non con paura o timore, ma con la gioia e la determinazione di mostrare a tutti la stoffa di cui sei fatto.
“Il giorno della discussione è stato per me il grande giorno ed ero più emozionata di quanto immaginassi. Sono stata la terza. Certo, ci sono stati degli intoppi tecnici che non mi hanno permesso di utilizzare le slide preparate a causa della scarsa rete che non supportava il programma. Ma la memoria mi ha assistita”. La neo dottoressa ha presentato una tesi sui rapporti tra emicrania vestibolare e malattia di Meniere, in quanto interessata all’otorinolaringoiatria.
Letizia ha organizzato anche una diretta Facebook per poter far assistere alla famiglia e agli amici più cari il momento della discussione. In modo particolare per due persone davvero importanti, il fratello Antonino e il fidanzato Marco, con i quali nemmeno una foto è stato possibile fare. “Per fortuna – ha rivelato – la mia famiglia ha cercato di non farmi mancare nulla. Mio padre ha artisticamente riprodotto una corona d’alloro per farmela indossare. E mia madre ha allestito la scrivania con fiori rossi in tema laurea. Sicuramente la seduta pubblica ha il suo carico emotivo. La presenza fisica delle persone che ti vogliono bene è fondamentale. Però devo dire che, pur in questa condizione particolare, l’emozione e l’affetto non è assolutamente mancato. Ma soprattutto quando ti senti proclamare dottore la soddisfazione è immensa, e ti ripaga di tutto il duro lavoro fatto negli anni e della frustrazione della clausura imposta in questo periodo”.
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