Fatti

Ladri a Radio Kolbe, parte la solidarietà

Rubate le apparecchiature di Radio Kolbe, emittente dei francescani, silenzio anche nello studio del convento di Sant’Antonio a Nocera

Improvvisamente, nella piccola sala trasmissioni di Radio Kolbe, ricavata in una stanza al piano terra del convento di Sant’Antonio a Nocera Inferiore, è calato il silenzio. In un primo momento si è pensato ad un black out elettrico. Poi, dopo qualche ora, l’amara verità. Alcuni ladri avevano razziato le apparecchiature di altra frequenza che consentono la propagazione via etere del segnale radiofonico. I malviventi, dopo aver sventrato la porta blindata del casotto e tranciato i cavi, hanno portato via due trasmettitori in frequenza modulata da 2 Kw l’uno, un filtro di cavità ed altri strumenti. Il danno per la radio della Comunità francescana supera i 10 mila euro.

A dover interrompere le trasmissioni non solo la sede di Nocera ma tutte le altri che operano in Campania, Basilicata e Puglia. I trasmettitori si trovano sul monte Vulture, in Lucania, cuore nevralgico per il Sud dell’emittente. Immediatamente, come si propagano le onde radio, la notizia ieri mattina si è diffusa tra i numerosi ascoltatori, tantissime persone sole, che si sono trovati improvvisamente senza una voce che ogni giorno, a qualsiasi ora, tiene loro compagnia e, alcune volte, conforto.

Ed è iniziata la gara di solidarietà, anche attraverso i social, per consentire a Radio Kolbe di ripartire. <<Kolbe – ha spiegato l’ex direttore Roberto Sdino – non ha scopo di lucro, è la radio comunitaria dei frati Francescani Conventuali della Campania e Basilicata. Quello che è stato fatto è un vero scempio. Un’emittente che tiene compagnia alle persone sole e dona una parola di conforto a chi sta male non può finire così. Aiutiamo l’associazione Radio Kolbe, fra Giuseppe Cappello e fra Giovanni Buonamano a sistemare il tutto con una donazione>>.

L’Assostampa Campania Valle del Sarno ha rilanciato l’appello ad una colletta <<per ridare voce a chi è vicino alla comunità anche attraverso le parole, invitando le autorità di polizia a far piena luce sull’episodio>>. Si sono immediatamente adoperati anche i tanti giovani della Gifra (Gioventù Francescana) che frequentano il convento e sono impegnati in continue attività in favore del territorio.

Redazione

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