Fatti

L’odissea dei pendolari della linea storica

Grazie ai social i pendolari si scambiano informazioni su come ridurre i disagi per l’interruzione della linea storica Napoli Pompei Salerno

Sono ormai più di 30 giorni che la linea ferroviaria “storica” Salerno Pompei Nocera è interrotta tra Nocera Inferiore e la città capoluogo. Uno smottamento con caduta sui binari di sassi e muratura tra Vietri sul Mare e Salerno ha creato una frattura che rischia di restare tale sino alla fine del prossimo mese di maggio con conseguenze complesse per chi ogni giorno prende un treno. I pendolari, riuniti in gruppi social, propongono soluzioni, protestano per i disagi, si aiutano tra di loro condividendo in tempo reale informazioni su ritardi e cancellazioni dei convogli, i percorsi dei bus sostitutivi, la diffusione di notizie pratiche per ridurre i disagi.

La proposta che resta in piedi è quella di far fermare i treni a Cava de’ Tirreni e non a Nocera Inferiore per evitare il traffico veicolare sulla Statale 18. <<È importantissimo – dice Luca Denis Nota – chiedere per avere Cava come fine corsa e ridurre la tratta bus sino a Salerno perché quattro mesi sono tanti e non c’è nessuna garanzia che la cosa non si prolunghi oltre>>. La proposta era stata avanzata già il 27 gennaio scorso dal Gruppo Pendolari Linea Storica durante l’incontro avuto con Regione e Rete Ferroviaria Italiana, sollecitata anche dal Comune metelliano.

<<Sembra – annuncia Alfonso Tulipano, portavoce del Gruppo – che Rfi stia analizzando la fattibilità tecnica. Più che chiedere, forse dovremmo pretendere con forza la fattibilità ad ogni costo, soprattutto una realizzazione proficua. Molto probabilmente, a mio avviso, bisognava già iniziare a valutare logisticamente anche il da farsi. Si sta perdendo tempo prezioso>>. Ma c’è anche chi pensa alle rimostranze. È il caso di Mara Alfieri. <<Farò un reclamo a Trenitalia – dice – so che non servirà ma avrò dato voce al mio disagio personale>>. <<Già fatto – sottolinea Andrea D’Amaro – ma la risposta non è stata confortante. Forse è inutile combattere>>.

Tremano i polsi ai pendolari che ipotizzano disagi sino a fine maggio, forse giugno. <<Utilizzare i bus sostitutivi da Nocera a Salerno e viceversa – precisano Marianna Ferrante e Anna Coppola – è assurdo e inaccettabile>>. Ma c’è anche chi ha alzato bandiera bianca. Come Francesca Gasparini, <<ho rinunciato a viaggiare con il treno, mi arrangio diversamente>>.

Intanto si attende il progetto di messa in sicurezza del costone venuto giù il 20 gennaio scorso. Sembra che bisognerà abbattere una parte della vecchia casa che si trova sulla frana. I costi potrebbero lievitare sino a 700 mila euro con conseguenti liti legali tra i proprietari della casa e gli enti territoriali sulla competenza dei lavori. Mentre, dopo l’autorizzazione del Comune di Salerno, sono iniziati gli interventi con un cantiere mobile per effettuare “straordinaria, improcrastinabile manutenzione per garantire la massima sicurezza dei treni”. Ma nulla hanno a che fare con la frana.     

Redazione

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