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Lotta tra la vita e la morte Iker aggredito da un pitbull

Iker è stato operato. Il pitbull è stato restituito alla famiglia, si sarebbe smarrito. Era sprovvisto di microchip e di museruola

La polizia municipale di Nocera Inferiore ha individuato il proprietario del pitbull che questa mattina ha aggredito ferendolo a morte un cane razza yorkshire terrier di nome Iker. E’ successo in piazza Trieste e Trento nei pressi della stazione ferroviaria.

Il pitbull era sprovvisto di museruola ma aveva un collare. Si aggirava da solo per strada quando ha visto sul marciapiedi opposto il cane di piccola taglia che era in compagnia del suo padrone. L’attacco è stato immediato, la scena incredibilmente feroce e straziante per il padrone del yorkshire che nulla ha potuto per salvare il suo animale che è rimasto gravemente ferito. Mentre due agenti della polizia locale sono riusciti a fermare il pitbull, Iker è stato soccorso e sottoposto ad un intervento chirurgico da un veterinario in un centro specializzato di Nocera Superiore. E’ in gravissime condizioni.

Più tardi il pitbull è stato restituito al proprietario, prima però gli è stato inserito il microchip di riconoscimento che è obbligatorio per tutti i cani. Per la restituzione il padrone del cane ha dovuto pagare una multa per mancata custodia e assenza del microchip sull’animale.

Quando la notizia è iniziata a circolare sui social si è aperto un dibattito sul mancato uso della museruola. Ma anche sulla pericolosità o meno di alcune razze e sull’educazione che viene fornita agli animali dai proprietari.

“Non è la razza a rendere aggressivo un cane”

Appassionante il commento pubblicato su Facebook da Luisa Benevento che del suo amore per gli animali ne ha fatto una professione. “Lui (il pitbull) non ha colpa. In questa triste storia ci sono solo due vittime”, ha scritto.

“Non mi scrivete commenti contro il cane di stamattina – ha continuato Benevento – non lo concedo a nessuno perché lui non ha nessuna colpa. Non esiste etichettarlo con la razza credetemi. Ho lavato tanti di loro senza aver avuto mai, e dico, mai nessun problema come magari mi è capitato di lavare Pincher o cani di pochi chili, mordaci, difficili da gestire. Ascoltate bene, sicuramente un cane di tre chili non farà un danno eguale a un cane di 30, ma neanche possiamo quantificare l’aggressività o la reazione in base al peso o alla razza”.

“I cani maschi – ha sottolineato – sono dominanti tra loro, dobbiamo essere noi a tutelare i nostri e quelli degli altri altrimenti dobbiamo inseriamo al primo posto delle razze pericolose quella umana che sicuramente è quella da cui scaturiscono tutti questi tristi e inaccettabili episodi. Il nostro pensiero adesso è solo per Iker, il cane aggredito che lotta tra la vita e la morte. Forza bimbo”.

Redazione

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