Tantissime persone hanno affollato questa mattina la cattedrale di Nocera Inferiore per l’ultimo saluto al vescovo emerito Gioacchino Illiano. C’erano 16 vescovi anche in rappresentanza della Conferenza episcopale della Campania, oltre 100 preti, molti politici e sindaci, ma anche tantissima gente comune a confermare l’affetto che nutriva per Illiano. Lo ha sottolineato anche l’attuale vescovo della diocesi Giuseppe Giudice nell’omelia sottolineando la sua bontà e semplicità ma anche il suo stretto rapporto con il territorio.
Illiano era legato al Movimento dei focolari. Non è un caso se da Trento, dove sono in corso le celebrazioni per il centenario di Chiara Lubich, la fondatrice del movimento, è arrivato un messaggio di cordoglio da 150 vescovi e firmato dall’arcivescovo di Bangkok. Ieri mattina l’arcivescovo del capoluogo trentino, Lauro Tisi, ha celebrato una messa per ricordare Illiano. Il vescovo emerito era anche un devoto della Madonna, questo lo legava alla figura di Papa Wojtyla e fu un elemento importante legato alla storica visita di Papa Giovanni Paolo II a Nocera nel 1992.
Nel suo testamento spirituale il vescovo Illiano conferma il suo attaccamento al territorio anche nel ricordare i suoi “Santi Patroni intercessori, San Prisco, San Michele Arcangelo, Sant’Alfonso, San Rocco e San Sebastiano, venerati questi ultimi a Siano”. Commovente il passaggio dedicato ai suoi familiari, “abbraccio con immenso affetto la mia cara sorella Orsolina, i miei fratelli Tonino e Mario e quanti sono deceduti, papà e mamma, Giuseppina e Claudio; come pure abbraccio tutti i miei nipoti e pronipoti, le mie care cognate, Antonietta, Maria e Carmela: raccomando loro di continuare ad impreziosire la loro vita e le loro famiglie di tanta fede e di tanta speranza cristiana e li ringrazio per tutto il bene che mi hanno voluto in vita”.
Inevitabile il ringraziamento a chi gli è stato vicino anche nel periodo della malattia, “un pensiero grato a tutti coloro, sacerdoti, religiosi e religiose, a suor Domitilla e suor Federica che gratuitamente mi hanno accompagnato per tutta la mia malattia; ai laici che ho incontrato nel mio ministero a Siano, prima, e poi, nella Diocesi di Nocera-Sarno e ad Angri, ultimamente”. Poi la riconoscenza a don Domenico D’Ambrosi “che gentilmente ha voluto farmi dono dell’esperienza di comunione sacerdotale, mariana e focolarina”.
“Vada il mio pensiero di sincera comunione a monsignor Giuseppe Giudice, vescovo attuale di Nocera-Sarno. Finalmente mi annullerò nella Misericordia di Dio! Muoio felicissimo di essere cristiano, prete e vescovo della Chiesa cattolica”. Gioacchino Illiano, come lui stesso ha indicato, è stato tumulato nella cattedrale di San Prisco “ad indicare il mio incancellabile legame con quella Chiesa diocesana che, da oltre venti anni e più, ho servito nel nome di Dio e della Madonna”.
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