Fatti

Manca l’ortopedico, aggrediti i sanitari

Lussazione ad una spalla, paziente rimpallato tra gli ospedali di Sarno e Nocera, poi trasferito a Salerno. Aggrediti gli operatori sanitari

di Nello Ferrigno

Come una pallina da ping pong che rimbalza sul tavolo da gioco dal campo di un giocatore all’altro. Si sarà sentito così il paziente di 23 anni che all’alba di ieri, erano le 4, 30, per una “caduta accidentale in strada” che gli ha provocato la lussazione della spalla destra, si è rivolto al pronto soccorso dell’ospedale di Sarno.

Originario di San Giuseppe Vesuviano, era accompagnato da diversi amici. Per l’assenza di un ortopedico è stato inviato all’Umberto I di Nocera. Ma anche qui non è stato possibile reperire uno specialista che potesse intervenire per rimettere a posto la spalla del paziente. Il ragazzo, “sofferente e dolorante”, è stato rimandato a Sarno. Con lui sempre gli amici con cui aveva trascorso la serata. Al pronto soccorso dell’ospedale Martiri di Villa Malta la situazione, però, non era cambiata. Ed è così che “vista la mancanza dell’ortopedico di turno e della non reperibilità in sede”, il paziente viene trasferito all’ospedale di Salerno “per la continuità di soccorso”.

L’aggressione

Ma i medici hanno dovuto anche subire l’aggressione di alcuni degli amici che accompagnavano il giovane tanto che è stato necessario chiedere l’intervento dei carabinieri “per aggressione al personale sanitario”. I militari hanno identificato alcuni di loro che rischiano una denuncia. La vicenda ha messo a nudo, ancora una volta, le deficienze del sistema di assistenza sanitaria di primo intervento che si interseca con la cronica carenza del personale ospedaliero.

Medici cercasi

Non mancano all’appello soltanto i medici dell’emergenza, ma anche altri specialisti, in questo caso ortopedici, che possano coadiuvare l’attività di pronto soccorso. Una situazione talmente preoccupante che ha spinto i sindacati della dirigenza area sanità dell’Asl Salerno (Aaroi-Emac, Anaao/Assomed, Cgil Fp, Cimo, Federazione Cisl Medici, Fassid, Fesmed, Fvm e Uil Fp) ad inviare una nota al direttore generale dell’azienda, Mario Iervolino, per chiedergli “un’immediata convocazione” perché è finito il tempo del “tirare a campare”. Nel documento si parla esplicitamente di una forte preoccupazione per “l’estrema pericolosità scaturita dal clima ostile che si sta creando nei confronti di tutti i sanitari, in particolare per chi è in prima linea, per i continui disservizi che hanno origine sicuramente dalla grave carenza di personale ma, in taluni casi, sono ascrivibili anche alle direzioni apicali che manifestatamente non sono grado di proporre una organizzazione efficiente ed efficace per fronteggiare l’emergenza”.

Clima ostile

“Il clima ostile – si legge nella nota – è ulteriormente aggravato anche dalle continue e ricorrenti interferenze politiche che evidenziano un eccessivo, miope ed ingiustificato campanilismo danneggiando gli operatori sanitari che incolpevolmente sono costretti a fronteggiare sulla loro pelle inadempienze e disorganizzazione oramai cronicizzate”. Le organizzazioni sindacali sostengono che “l’attuale atto aziendale, mai completamente applicato, non è più adeguato all’attuale dotazione organica del personale di ogni ordine e grado e che non è produttivo creare false illusioni di adeguare gli organici al fabbisogno assistenziale con il reclutamento di personale attraverso le procedure concorsuali perché esse puntualmente vanno deserte. Ciò ha origine non solo per la mancanza di medici, ma, soprattutto, anche per le ormai note pessime condizioni di lavoro a cui sarebbero sottoposti coloro che si avventurassero a varcare i cancelli dell’Asl Salerno”.

“Il nostro intento – sottolineano i rappresentanti sindacali – senza fraintendimenti, era e resta, esclusivamente di costruttiva e proficua collaborazione onde evitare che dannosi atteggiamenti dell’opinione pubblica nei confronti delle categorie rappresentate a causa delle prestazioni sanitarie che offrono numerose lacune, possano sfociare in pericolose iniziative”. Sino a ribadire che “eventuali disservizi discendenti dalla attuale disorganizzazione e dalla carenza di personale saranno imputati a codesta direzione”.

Nello Ferrigno

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