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Maurizio D’Ambrosio torna all’Umberto I

Maurizio D’Ambrosio è il nuovo direttore sanitario del Dea dell’Umberto I. Guiderà gli ospedali di Nocera, Pagani e Scafati. “Remiamo tutti insieme”

Gli ospedali di Nocera Inferiore, Pagani e Scafati hanno il loro nuovo direttore sanitario, è Maurizio D’Ambrosio. Guiderà il Dea, Dipartimento di primo livello di emergenza e accettazione, che ingloba gli ospedali delle tre città. Per lui è un ritorno. Dal 1 agosto 2007 fino all’estate 2016 era già stato direttore sanitario. Poi l’avvicendamento con Alfonso Giordano, andato in pensione alla fine dello scorso anno.

L’Asl Salerno ha preferito individuare un tecnico interno che già conosce alla perfezione la complessa macchina ospedaliera dell’area nord della provincia di Salerno, invece di affidare l’incarico ad un altro professionista magari a digiuno dei delicati equilibri interni ai tre ospedali ed in particolare all’Umberto I. D’Ambrosio nell’ultimo periodo era al lavoro come dirigente responsabile al presidio ospedaliero “Mauro Scarlato” di Scafati.

Medico, 64 anni, esperienza e tanta gavetta, vive ad Angri. Il neo direttore sanitario rifugge il ruolo di capo e di uomo solo al comando. Ed apre alla collaborazione così come ha sempre fatto, soprattutto quando si lavora in una struttura complessa com’è un grande ospedale diviso, tra l’altro, in tre plessi in tre distinte città.

“Bisogna remare tutti nella stessa direzione altrimenti non solo ci areniamo ma affondiamo – ha detto D’Ambrosio – ognuno di noi ha un ruolo e nel rispetto della propria dignità e professionalità va svolto. A quel punto il cosiddetto capo non dico che potrebbe essere inutile ma più sereno nel coordinare le diverse attività facendo stare tutti meglio. Il nostro lavoro è ancor più delicato perché lavoriamo per la salute dei cittadini, certamente il bene più prezioso che abbiamo”.

Il problema più delicato che il neo direttore dovrà affrontare è quello della cronica carenza di personale che negli ultimi anni ha messo alle corde non solo il personale, costretto a fare turni massacranti, ma anche gli utenti.

Redazione

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