Ha tutto in un trolley. E lo trascina con sé in cerca di un luogo dove trascorrere la notte. In quella valigia c’è la sua vita, quella attuale, fatta di disagi e continue difficoltà. Ferdinando D’Auria ha 46 anni. È di Nocera Inferiore. Non ha una casa. Ha perso il reddito di cittadinanza, poi una serie di vicissitudini personali hanno provocato difficoltà economiche sino ad arrivare allo sfratto per morosità dalla sua abitazione. Ad oggi Ferdinando non ha un luogo dove passare la notte. Inutili le richieste di aiuto ai servizi sociali del Comune se non una notte in un B&B.
A raccontare la storia di Ferdinando è Potere al Popolo. “La sua storia – si legge in una nota – è emblematica e racconta delle conseguenze dell’emergenza abitativa che sempre più chiaramente si manifesta nei nostri territori, dove le abitazioni a prezzi accessibili sono sempre meno e le strutture ricettive sempre di più”.
Per Potere al Popolo è necessario che vengano messe in campo soluzioni immediate e concrete. “Salutiamo senz’altro con plauso – scrivono gli attivisti – i piani di edilizia popolare di recente approvazione, e speriamo di vederli realizzati al più presto, ma ciò che chiediamo a gran voce è che vengano offerte soluzioni immediate e concrete per l’emergenza che già ora si sta consumando. Il privilegio accordato alle strutture ricettive ricade infatti sulle spalle di lavoratrici e lavoratori, persone migranti e disoccupate che oggi abitano questa città, ma da cui vengono ora cacciati come una presenza indesiderata. L’aver istituito una tassa di soggiorno non offre in realtà alcun rimedio, perché i fondi da essa ricavati possono essere destinati solo alla creazione di nuove infrastrutture turistiche”.
“Ciò che è invece oggi si rende più che mai necessaria – continua la nota – è l’introduzione di una differente imposta di scopo, secondo gli strumenti già messi a disposizione dalla normativa vigente (art. 2, comma 4, della legge n. 431/98), che favorisca la diffusione di locazioni a canone concordato, ed i cui ricavi possono essere direttamente investiti nella realizzazione di politiche abitative. È una scelta politica quella che chiediamo di attuare, e cioè di non pensare a come monetizzare la presenza di qualche turista in più ma, piuttosto, a come rendere Nocera una città che possa davvero accogliere ed essere abitata dignitosamente anche da chi, come Ferdinando D’Auria, non ha il privilegio di possedere una casa propria”.
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