Non è la prima volta che succede, ma questa volta probabilmente si riuscirà a venire a capo di vicende dette a mezza voce e mai confermate, il furto prima della morte di oggetti preziosi di persone ricoverate in ospedale. Grazie alla denuncia circostanziata della cugina di Olga, la donna russa deceduta per emorragia cerebrale all’ospedale Umberto i di Nocera Inferiore, i carabinieri potrebbero arrivare ad identificare e accusare gli ignoti che le hanno sottratto il telefono cellulare, una collanina, due anelli e un bracciale.
Ieri pomeriggio i militari erano già in ospedale per ricostruire la catena dei contatti avuti dalla 42enne prima del decesso. Quello che più preme ai familiari, in particolare alla figlia la 26 enne Valeria che vive in Russia, è il telefonino dove ci sono le foto della madre che non ha più incontrato da oltre un anno e mezzo. A presentare la denuncia, assistita dall’avvocato Iolanda Giacumbi, è stata la cugina della donna. Si chiama anche lei Olga e vive a Modena. Sabato scorso si è messa in macchina per raggiungere l’ospedale mentre attraverso una complessa pratica burocratica arrivava dalla Russia il consenso della figlia alla donazione degli organi.
Nella notte tra domenica e lunedì sono iniziate le operazioni di prelievo degli organi. Sono stati prelevati fegato, che è stato destinato in parte ad un ospedale di Roma e in parte ad un ospedale di Palermo, i polmoni, che sono andati in un ospedale di Roma, il cuore che sarà trapiantato in un ospedale napoletano, i due reni, andati uno a Napoli e uno a Salerno, e le cornee, custodite dalla banca degli occhi Campania per essere successivamente trapiantate.
La donna viveva a Scafati, lavorava in un bar. Quando la commissione dell’Asl Salerno si è resa conto che non c”era nulla da fare ha allertato i conoscenti per verificare se c’era la possibilità della donazione degli organi. E’ entrata in gioco l’avvocato Giacumbi che si è messa in contatto con la cugina della defunta che vive a Modena. In tempi brevissimi è stata fatta arrivare a Nocera Inferiore dove ha formalizzato la donazione. Ieri mattina, quando le sono stati restituiti gli effetti personali, mancava il cellulare oltre agli oggetti d’oro.
Non è la prima volta che accadono questi strani furti prima della morte. Ci sono altre testimonianze di persone che hanno denunciato la scomparsa di oggetti dopo la morte di un congiunto. Come Rebecca Palladino. La ragazza aveva perso il 31 marzo e il 2 aprile scorsi la nonna, Anna Autoriello 76 anni e il nonno, Italo Califano, 82 anni, uccisi dal Covid-19. “Quando mi hanno restituito gli effetti personali dei nonni – ha raccontato – mancavano gli oggetti d’oro. Il nonno quando è andato via in ambulanza indossava una collana d’oro con un’ancora, era un regalo dei suoi colleghi del Cstp quando è andato in pensione. Aveva anche una catenina in oro con un crocifisso ed un orologio in acciaio. La nonna, invece, aveva al collo una catena d’oro con un fiore”.
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