Fatti

Nocera Inferiore, ora ospedale di II livello

La storia della piccola Vittoria e della mamma Mariachiara rappresenti il nuovo punto di ripartenza per il riconoscimento dell’ospedale Umberto I di Dea di II livello

La storia di Mariachiara Iaccarino e della figlioletta Vittoria Apreda conferma quanto si sa da anni ma non è riconosciuto sulla carta, la classificazione dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. L’intervento multidisciplinare (neurochirurgia, ginecologia, ostetricia e terapia intensiva neonatale) ha consentito di salvare la vita alla mamma e alla bambina. Ed è proprio questo ad essere una delle caratteristiche di una struttura ospedaliera di secondo livello.

Attualmente l’Umberto I è una struttura di primo livello. In realtà per le specialistiche di cui è dotato, il bacino di utenza che va oltre l’agro nocerino sarnese perché richiama pazienti anche dal vesuviano e dal napoletano in genere, la famiglia Apreda ad esempio è di Sorrento, le professionalità e le competenze è un Dea di secondo livello. Prima dell’emergenza Covid ci fu un dibattito politico e di opinione per riconoscere, anche sulla carta, quello che il presidio nocerino è. Anche i sindaci scesero in campo, era l’aprile scorso, per immaginare un futuro diverso dell’ospedale insieme agli altri delle città vicine. Ma tutto si fermò davanti ai limiti della popolazione afferente all’ospedale. Il presidente Vincenzo De Luca rinviò tutto confermando che l’Umberto I aveva le competenze per la promozione, ma il coronavirus ha rimandato tutto indietro ma non ha certo fermato il lavoro dei medici e di tutti gli altri operatori sanitari che operano tutti i giorni.

Ma è arrivato il momento, anche in emergenza pandemia, di riprendere il dossier e chiedere alla Regione Campania il riconoscimento, anche sulla carta, di quello che è già nei fatti. Non va dimenticato che l‘ospedale di Nocera raggruppa i presidi ospedalieri di Pagani con l’oncologia, Scafati la pneumologia e da un anno malattie infettive e Covid a cui potrebbe aggiungersi Sarno con altre specialistiche. E non si tratta soltanto di un riconoscere semplici stellette acquisite sul campo ma di poter ottenere finanziamenti per migliorare ancor di più l’assistenza e la cura dei cittadini.

Nello Ferrigno

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