Si è concluso il processo di primo grado scaturito all’indomani dell’inchiesta “n’ata storia” sull’esistenza della presunta infiltrazione della camorra nell’ultima competizione elettorale a Nocera Inferiore. Il pregiudicato Antonio Pignataro è stato condannato a otto anni di reclusione, l’ex cutoliano per il quale l’accusa aveva chiesto 16 anni. Due anni e otto mesi per Carlo Bianco, ex consigliere comunale e Antonio Cesarano, ex vice sindaco a fronte dei 7 chiesti dalla pubblica accusa. Ciro Eboli, ex candidato al consiglio comunale è stato condannato a tre anni e due mesi a fronte dei dieci chiesti dall’accusa. Le altre condanne, Francesco Gambardella 7 mesi e 43 mila eruo di multa; Luigi Sarno un anno e 10 mesi e 43mila euro di multa; Gerardo Villani 7 mesi e 43mila euro di multa. Condannato per corruzione elettorale l’avvocato ed ex consigliere comunale Nicola Maisto a 9 mesi e 61mila euro di multa.
Il tribunale di Nocera Inferiore ha assolto dall’accusa di associazione di stampo camorristico tutti gli imputati perchè il fatto non sussiste: Antonio Pignataro, Antonio Cesarano, Carlo Bianco, Carmine Afeltra, Ciro Eboli, Luigi Sarno, Guerino Prudente, Domenico Orsini, Rosario e Pasquale Avallone.
Non si procede per morte del reo per Luigi Chiavazzo. Inoltre, non si procede perchè l’azione penale è già stata esercitata per i medesimi fatti a loro imputati per Mario Stanzione e il religioso don Alfonso Santoriello, all’epoca parroco della chiesa di San Giuseppe dove si doveva costruire la mensa dei poveri. Assolti anche Pio Sarno, Mirco Sileo e Rocco Sileo per non aver commesso reati loro ascritti.
L’inchiesta che fece tremare il municipio di Nocera Inferiore, prese le mosse dalla vicenda della costruzione di una mensa dei poveri in un terreno attiguo alla parrocchia di San Giuseppe al quartiere Montevescovado. “Le indagini, condotte dal Ros dei carabinieri di Salerno e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia – si legge in una nota stampa – avevano consentito di accertare che l’allora consigliere comunale in carico Carlo Bianco, in occasione delle elezioni amministrative del giugno 2017 aveva accettato dal boss Antonio Pignataro, agli arresti domiciliari e già condannato per il delitto di associazione camorristica e per molteplici omicidi, la promessa di procurare voti. In cambio, Bianco aveva garantito l’approvazione da parte dell’amministrazione comunale del cambio di destinazione d’uso di un fondo per la realizzazione di un edificio da destinare a mensa dei poveri. All’accordo aveva preso parte Cesarano ed Eboli.
“Con la sentenza odierna – continua la nota – il tribunale di Nocera Inferiore, a seguito dell’istruttoria dibattimentale, ha riconosciuto la responsabilità penale degli imputati. E’ stata riconosciuta la responsabilità di Eboli e Pignataro anche in relazione al reato di tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso. Condannati, inoltre, per il reato di corruzione elettorale anche Gambardella, Villani Maisto e Sarno. E’ stata, invece, emessa sentenza di assoluzione per il reato di associazione mafiosa, contestato agli imputati.
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