Una denuncia partita dai social sta accendendo il dibattito cittadino sul sistema di controllo semaforico dotato di telecamere per la rilevazione del passaggio con il rosso. Sono state migliaia le contravvenzioni recapitate agli automobilisti indisciplinati dal maggio scorso, data di attivazione, ad oggi. A sollevare la questione è Vincenzo Scoppetta, cittadino nocerino, che in un post pubblico ha chiamato direttamente in causa il sindaco Paolo De Maio e il comandante della Polizia Municipale Andrea D’Elia, chiedendo una revisione del sistema attualmente in funzione.
Nel suo intervento, Scoppetta chiarisce di non essere contrario al rispetto delle regole né all’uso delle tecnologie per sanzionare le infrazioni, ma invita l’amministrazione a dimostrare che l’obiettivo non sia esclusivamente quello di “fare cassa”. Secondo Scoppetta, l’installazione delle telecamere dovrebbe andare di pari passo con l’adeguamento dei semafori, introducendo dispositivi dotati di countdown che indichino i secondi residui prima del cambio di colore.
“Oggi – scrive – con il giallo si rischia la multa, se ti fermi oltre la linea bianca è sanzione, se freni all’improvviso aumenti il rischio di incidenti”. Un problema che, a suo dire, genera una condizione di costante disagio per chi percorre quotidianamente arterie trafficate come via Napoli, via Domenico Rea e via Eduardo Astuti. “Viviamo con il terrore del semaforo che da verde diventa giallo all’improvviso”, afferma, invocando semafori “moderni, sicuri e legali”, come previsto dalla normativa.
Il post ha raccolto numerosi commenti di altri automobilisti, molti dei quali lamentano un numero elevato di sanzioni e una gestione ritenuta poco equa del sistema. Alfonso De Pascale racconta di aver già ricevuto due multe, ciascuna da 132 euro. “Con la patente da 50 anni, non passo col rosso come uno sprovveduto”, scrive, chiedendo una revisione dei tempi semaforici. Anna Zito sottolinea come il traffico e le ripartenze lente delle auto incolonnate possano contribuire alle infrazioni, mentre contesta la distanza della linea di arresto dal semaforo, ritenuta eccessiva. Emilio Pandolfi evidenzia l’aspetto psicologico del problema, “quando arrivo al semaforo spero di trovare il rosso, perché il verde che può diventare giallo all’improvviso mette ansia per il rischio multa”.
C’è anche chi, come Rosario Alfano, sostiene l’esistenza di una tolleranza di alcuni secondi prima dello scatto della sanzione, affermando di non aver mai ricevuto multe nonostante i frequenti passaggi al limite. Diversa, invece, la riflessione di Luciana Lamberti, che richiama l’attenzione sulla pericolosità storica di uno degli incroci interessati, teatro in passato di gravi incidenti, anche mortali. Per lei la soluzione non sarebbe l’inasprimento dei controlli, ma una riorganizzazione della viabilità, fino all’ipotesi di eliminare il semaforo e realizzare una rotatoria.
Il comandante della polizia municipale Andrea D’Elia replica assicurando che “c’è massima disponibilità e tolleranza”. “Innanzitutto – dice – devo precisare che non sono state comminate multe per chi supera la linea bianca di demarcazione del semaforo. Inoltre abbiamo tarato il sistema in modo tale che chi passa mentre il semaforo da verde diventa giallo non viene fotografato, il sistema scatta due secondi dopo che scatta il rosso. Da parte dell’amministrazione, dunque, c’è disponibilità”. Insomma non si tratta di “fare cassa” ma di assicurare massima sicurezza agli automobilisti e ai pedoni.
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