Disabili gravi vittime della burocrazia. Succede a Nocera Superiore. Le loro famiglie hanno lanciato un appello al presidente della Regione. È da settembre che non percepiscono l’assegno di cura. I protagonisti della vicenda hanno 27, 26 e 20 anni. Nonostante l’età, per i loro genitori sono «bambini a cui le istituzioni dovrebbero dare estrema e prioritaria attenzione». L’auspicio è che Vincenzo De Luca volga lo sguardo verso questi giovani con gravissime disabilità: problemi spastici, quoziente intellettivo pari a bambini di pochi mesi, paralisi, cecità, sordità e in alcuni casi anche impossibilità a nutrirsi autonomamente. Nonostante la situazione così compromessa, sono da nove mesi alle prese con una burocrazia penalizzante.
La mamma di uno dei ragazzi ha inviato un’email alla segreteria del governatore «per sapere il motivo per cui non vengono erogati gli assegni di cura dal mese di settembre 2019 a maggio 2020». «Non abbiamo usufruito di nessun altro servizio assistenziale in attesa di questi – ha scritto la donna – lasciando me e mia figlia in serie difficoltà. I Piani di zona per i servizi sociali limitrofi hanno erogato anche il mese di febbraio 2020. Ritenendomi anch’io una cittadina della Regione Campania non riesco a spiegarmi questi gravi ritardi».
Le famiglie sperano arrivino atti concreti, non promesse. Non si può temporeggiare e voltare la faccia davanti alla sofferenza di questi ragazzi e delle loro famiglie. È un atto di civiltà. Da Palazzo Santa Lucia, per ora, nessuno ha dato segnali. I tre ragazzi non ricevono l’assegno di cura della Regione da agosto 2019. Fu sospeso, nove mesi fa, perché dovevano essere sottoposti a visita di controllo dell’Asl. «Capiamo la necessità di verifica – ha raccontato amareggiata una delle mamme – ma l’unico cambiamento possibile nella vita dei nostri figli è quello che nessuno si augura. Purtroppo i miglioramenti, anche se è il nostro più grande desiderio, non possono esserci».La convocazione per il controllo è arrivata solamente lo scorso marzo.
L’esito è stato scontato: confermate le gravissime disabilità di cui questi giovani nocerini sono affetti fin dalla nascita. Una situazione che metterebbe in crisi chiunque. Queste famiglie, invece, non si sono mai scoraggiate e continuano a vivere per i propri figli. Da nove mesi però su di loro sono piovute anche le spese di assistenza, con costi importanti.
Prima di rivolgersi a Vincenzo De Luca, le due famiglie hanno chiesto l’intervento delle istituzioni locali. Si sono rivolte al sindaco di Nocera Superiore, Giovanni Maria Cuofano. Una delle mamme ha parlato con l’assessore Maria Stefania Riso. Sono stati chiamati anche i carabinieri per riuscire a interloquire con gli uffici del Sub ambito 1 del Piano di zona S1, in particolare con il dirigente Renato Sampogna. Nulla si è mosso.
«Non sappiamo più come andare avanti. Siamo esasperati. È vergognoso quanto ci stanno facendo vivere», ha sbottato arrabbiato uno dei papà. Le famiglie non chiedono l’elemosina, vogliono che vengano rispettati i diritti dei loro figli. Sperano che un segnale arrivi dal primo cittadino del Comune capofila, Manlio Torquato. Insomma, che qualcuno, dai Comuni alla Regione, possa alleviare la loro agonia. (Salvatore D’Angelo)
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