Un progetto trasversale. È quello della strada che sarà costruita sul binario dismesso in viale San Francesco, uno dei progetti infrastrutturali più attesi degli ultimi anni a Nocera Inferiore. Protagonisti l’amministrazione De Maio e una parte dell’opposizione, in particolare Tonia Lanzetta e i consiglieri comunali del suo gruppo, Forza Italia. Tanto da far dire a Lanzetta: «Di verità, questa vicenda, ne ha principalmente una: la caparbietà dell’attuale sindaco e la testardaggine della sottoscritta, due partiti diversi e distinti, due visioni diverse, che hanno raggiunto però, nell’interesse superiore della città, un risultato comune».
Un ulteriore tassello è arrivato con l’autorizzazione di Rfi – Rete Ferroviaria Italiana – alla realizzazione della nuova arteria viaria sul binario dismesso del tratto “Bivio Grotti”, che costeggia l’ospedale Umberto I e lo stadio San Francesco. Un passaggio formale determinante che consente di avviare la fase conclusiva dell’iter amministrativo per trasformare l’ex sedime ferroviario in una strada ritenuta strategica per la mobilità urbana. Già nell’estate scorsa il Comune aveva acquisito il tratto ferroviario in disuso per un importo complessivo di 107 mila euro, ponendo le basi patrimoniali per l’intervento.
La nuova infrastruttura è considerata fondamentale per decongestionare il traffico cittadino. In particolare, permetterà di bypassare il quartiere Arenula – storicamente interessato da criticità viarie – e di raggiungere più agevolmente, tra gli altri, la cittadella giudiziaria, il cimitero comunale e l’accesso al casello autostradale dell’A30 di Castel San Giorgio. Un collegamento alternativo che punta a ridistribuire i flussi veicolari e a migliorare l’accessibilità di poli sensibili della città.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Paolo De Maio, che sottolinea il valore operativo del via libera di Rfi: «Ricevuta l’autorizzazione da parte di Rfi alla realizzazione del progetto sul binario dismesso. Attendiamo la conclusione della conferenza di servizi per procedere con l’approvazione del progetto esecutivo e con l’appalto dell’opera. Lavoriamo per realizzare quanto prima questa nuova arteria stradale». L’iter, dunque, prosegue ora con la conferenza di servizi, passaggio necessario per arrivare all’approvazione del progetto esecutivo e alla successiva fase di gara per l’affidamento dei lavori.
Nel nulla osta concesso al Comune da Rfi, vengono dettati anche i tempi di realizzazione dell’opera che se non rispettati, faranno cadere il diritto all’autorizzazione. I lavori dovranno iniziare entro dodici mesi dalla concessione del nulla osta e completati entro 36 mesi dalla medesima data.
Ma l’aspetto politico della vicenda assume un rilievo non secondario. Il progetto viene infatti rivendicato come un esempio di collaborazione istituzionale trasversale. Tonia Lanzetta, coordinatore cittadino di Forza Italia, parla apertamente di risultato condiviso: «Binario dismesso! Finalmente! La collaborazione dei diversi livelli istituzionali funziona quando è diretta all’interesse collettivo e non alla mera e becera polemica politica. Grazie all’onorevole Tullio Ferrante, che convintamente ha portato avanti l’impegno assunto con la città, realizzando le condizioni per l’esecuzione dell’opera pubblica tanto attesa e per la quale mi sono battuta per anni nel silenzio assordante dei più».
Lanzetta anticipa anche il prevedibile dibattito sulla “paternità” dell’opera: «Nel giro di poche ore ci saranno in grande quantità comunicati sulla titolarità dell’impresa e tutti, nessuno escluso, vorrà intestarsi la paternità/maternità dell’intervento».
Un risultato che affonda le sue radici anche nel lavoro avviato dalla precedente amministrazione guidata dal sindaco Manlio Torquato, che aveva contribuito a portare avanti il percorso per arrivare a una soluzione concreta. L’autorizzazione di Rfi rappresenta dunque un punto di svolta per un’opera attesa da anni, destinata a incidere in modo significativo sull’assetto della viabilità cittadina e a segnare, almeno su questo dossier, una rara convergenza bipartisan nell’interesse della comunità.
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