Fatti

Nocerina e sequestro bonus Covid, “noi parte lesa”

“Estranei ai fatti, ci costituiremo parte civile”, la nota della Nocerina dopo la confisca di 100 mila euro ad alcuni tesserati del club

Un frenetico giro di telefonate tra l’Italia e gli Stati Uniti, compulsati gli avvocati e contatti con la procura della Repubblica e il tribunale di Nocera Inferiore, poi la decisione di emettere un comunicato stampa. La “nuova” Nocerina prende le distanze dalla precedente gestione Maiorino e annuncia “la costituzione di parte civile per salvaguardare l’immagine della società e dei nuovi imprenditori proprietari della stessa”.

Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Nocerina Giancarlo Natale a poche ore dalla notizia del sequestro di 100 mila euro ad alcuni tesserati del club rossonero che avrebbero beneficiato dei ristori previsti dal decreto Salva Italia, attività messa in atto durante la gestione dell’ex presidente Paolo Maiorino.

Nella nota del club rossonero si specifica che “la nuova dirigenza non ha nessun tipo di rapporto con il precedente management del club interessato dalle indagini”. “L’attuale proprietà – continua il comunicato – ritenendosi comunque danneggiata dalla vicenda e visto il clamore mediatico che la stessa ha suscitato, ha dato mandato ai suoi legali di seguire l’evolversi dell’inchiesta e di provvedere conseguentemente. Pertanto non si esclude un’eventuale costituzione di parte civile, per salvaguardare l’immagine della società e dei nuovi imprenditori proprietari della stessa.

L’indagine del nucleo di polizia giudiziaria dei carabinieri ha ricostruito un’attività messa in essere per predisporre “una documentazione fraudolenta per attestare falsamente l’esistenza dei rapporti di collaborazione con i calciatori per beneficiare dei ristori a favore delle società sportive previste dalla pandemia”. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale ha accolto in parte le richieste della procura ritenendo che il sequestro preventivo era da attuare nei confronti di alcuni calciatori che si sarebbero prestati all’attività illecita. Oltre ai tesserati risultano indagati l’ex presidente Paolo Maiorino e un suo collaboratore.

Redazione

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