Fatti

Operatori socio sanitari con diplomi falsi, 107 indagati

L’operazione della Procura di Salerno e dei carabinieri dei Nas in tutta Italia, 800 euro per i diplomi falsi

False certificazioni per operatori socio sanitari: 107 indagati in tutta Italia. Questa mattina i carabinieri del Nucleo antisofisticazione sanità di Bologna, coadiuvati sia da altri militari dell’Arma della Specialità a tutela della Salute che da quelli dell’Organizzazione Territoriale, hanno dato esecuzione in 27 province dell’intero territorio nazionale, isole comprese, a 107 decreti di perquisizione personale e locale, emessi dalla Procura di Salerno, nell’ambito di un procedimento che ipotizza il reato di falsità commessa da privati in atto pubblico.

Le indagini, avviate nel marzo dello scorso anno dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Bologna, hanno tratto origine da un controllo eseguito dal Nucleo felsineo in una casa di riposo in provincia di Ferrara, nel corso del quale un’operatrice socio sanitaria (O.S.S.) è stata trovata in possesso di un certificato di qualifica professionale ritenuto falso, ottenuto previo pagamento di 800 euro in favore di un soggetto residente in provincia di Salerno.

Secondo l’ipotesi accusatoria – si legge in una nota a firma del procuratore Giuseppe Borrelli – tale certificato sarebbe stato ottenuto in assenza della frequenza di un corso di formazione. I primi accertamenti hanno consentito di individuare ulteriori 0.S.S. di alcune case di riposo del ferrarese in possesso di attestazioni di qualifica professionale ritenute false. L’ulteriore attività investigativa – corroborata dall’analisi dei conti correnti intestati al destinatario dei pagamenti (il quale non risulta svolgere alcuna attività lavorativa e che, comunque, non è impiegato presso enti di formazione) – ha evidenziato la ricezione, nel corso del tempo, di numerosissimi bonifici bancari, di cui molti con causali inequivocabilmente afferenti al rilascio di certificati di laurea, diplomi di maturità, attestati di qualifica professionale e altri titoli.

Dal mese di dicembre del 2021 ad oggi, sono stati registrati sui conti correnti suindicati, bonifici sospetti per circa 93mila euro. Le perquisizioni disposte dalla Procura di Salerno sono finalizzate al rinvenimento e al consequenziale sequestro degli attestati (riportanti intestazioni di vari enti di formazione estranei alla vicenda) in possesso degli acquirenti e di ogni altra cosa o traccia pertinente il reato, eventualmente possesso degli indagati.

Redazione

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