Tra i primi a chiudere, tra gli ultimi a riaprire. E la sofferenza ora è evidente. Parliamo dei barbieri, dei parrucchieri, delle estetiste. Secondo le indicazioni del Governo sulla fase 2, potranno tornare a lavorare il prossimo 1 giugno, che tra l’altro è lunedì, giorno tradizionalmente di chiusura per questa categoria, il giorno successivo è la festa della Repubblica, quindi da prassi barba, capelli e colore soltanto dal 3 giugno.
Nel frattempo è aumentato l’abusivismo, non solo di chi già era abusivo e andava nelle case, soprattutto delle donne, a sistemare la messa in piega, ma anche di chi non può lavorare nel proprio negozio e si adatta, pur di vivere, ad accettare le richieste dei clienti le cui chiome sono state messe a dura prova dal lokdown. L’intera categoria, comunque, è in enormi difficoltà, dal piccolo artigiano alle strutture più complesse i cui dipendenti non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione. Chiedono al Governo di poter tornare al lavoro prima del 1 giugno garantendo la massima sicurezza ai clienti e a loro stessi.
“Ci aspettavamo – ha detto Raffaele Mancuso di Vanity Luxury, azienda nocerina che si è estesa in tutta la provincia di Salerno – di poter tornare a lavorare dal 4 maggio ma non sarà così. I nostri collaboratori stanno facendo enormi sacrifici, la cassa integrazione non è ancora stata pagata e i problemi sono tanti”. “Eppure – ha continuato Antonio Oliva, anch’egli di Vanity Luxury– siamo già pronti per lavorare in piena sicurezza garantendo ai clienti e agli stessi operatori massima sicurezza, con postazioni distanziate, mascherine, guanti e visiere. Invece dobbiamo ancora restare fermi. Così si incrementa il lavoro nero, si contribuisce al possibile contagio e il settore pagherà il prezzo di tutto questo con chiusure e licenziamenti”.
Pina Pisacane, estetista, ha preferito rivolgersi direttamente al premier Giuseppe Conte con un’accorata lettera aperta nella quale sottolinea come le professioniste di questo settore fanno il loro lavoro con “disciplina e rigore” garantendo igiene e sicurezza. Tanto da invitare lo stesso presidente del Consiglio nel suo centro estetico a Nocera Inferiore.
“Venga a toccare con mano – ha scritto – la qualità che offriamo, venga a vedere con i suoi occhi il livello di sicurezza che attuiamo”. “Il suo decreto – ha scritto Pisacane – mette in grave pericolo oltre 263mila addetti e 130mila imprese, induce il lavoro nero e l’abusivismo a cui le persone ricorreranno con implicazioni gravissime e rischiose per la salute pubblica.
Ieri a Salerno, in prefettura, si è svolta una riunione con i rappresentanti di queste categorie proprio sul fenomeno dell’abusivismo. Il prefetto Francesco Russo ha assicurato che saranno attuate con severità controlli da parte delle forze dell’ordine.
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