«Viaggiare in questo modo è diventato impossibile. Situazione stressante. Non si può continuare così». Le parole di Emmanuela Nuzzolese riassumono il malessere quotidiano dei pendolari che ogni giorno utilizzano la linea ferroviaria storica Napoli–Pompei–Salerno. Dal 9 settembre la circolazione dei treni è interrotta tra Torre Annunziata Centrale e Santa Maria la Bruna a causa di un vecchio edificio pericolante che minaccia di crollare sui binari. In attesa dei lavori di messa in sicurezza, i viaggiatori sono costretti a servirsi dei bus sostitutivi predisposti da Trenitalia: un rimedio che, però, ha solo aumentato i disagi.
I problemi si moltiplicano soprattutto per chi proviene dall’area nord della provincia di Salerno, impossibilitato a utilizzare la linea “a monte del Vesuvio”. La scorsa settimana si è tenuta una riunione tecnica tra Rete Ferroviaria Italiana, Trenitalia e i proprietari dello stabile, ma l’incontro si è concluso con una fumata nera. «L’assegnazione dei lavori è stata rinviata per mancanza di intesa con i proprietari dell’immobile», ha spiegato Alfonso Tulipano, portavoce del Gruppo Pendolari Linea Storica Napoli–Salerno.
Ora i viaggiatori valutano una manifestazione di protesta. «Se una manifestazione spontanea ha portato un milione di persone a Roma per la Palestina, immaginate cosa succederebbe se migliaia di pendolari si presentassero sotto i palazzi della Regione Campania o di Rfi – avverte Tulipano – non possiamo più essere ostaggi». Il malcontento è diffuso. «Insieme si possono scavalcare montagne — commenta Annachiara Di Salvio — figuriamoci un piccolo muro davanti a pendolari arrabbiati». «È una linea vecchia, circondata da edifici fatiscenti e con scarse verifiche», denuncia Enzo Sperindeo. «Non è solo rabbia — aggiunge Donato Cerullo — ma la delusione di essere presi in giro ogni giorno».
Qualche segnale positivo arriva solo in parte. Da ieri, alla stazione di Torre Annunziata, dipendenti di Trenitalia coordinano le partenze dei bus per garantire il rispetto degli orari, dopo le proteste per le corse saltate e i ritardi accumulati. Intanto, la fermata dei bus a Portici è stata soppressa, aggravando ulteriormente le difficoltà. «Il trasporto su gomma, pensato come soluzione temporanea, si è trasformato in un supplizio», spiega Emiddio Ventre, del Gruppo Pendolari Nocera e Linea Storica. «Autobus insufficienti, attese interminabili e percorsi esasperanti. A tutto ciò si aggiunge la cancellazione di numerose corse ferroviarie. La situazione è insostenibile, il territorio non può più essere lasciato solo davanti a tali disservizi».
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