Fatti

Per la riqualificazione di Montevescovado varata la cabina di regia

Il lavoro a Montevescovado è complesso, necessaria una governance tra i diversi settori del Comune di Nocera Inferiore

Su trentadue occupazioni, nove non sono regolari. È uno dei risultati ottenuti dal monitoraggio degli alloggi di edilizia popolare nelle palazzine di via San Prisco, civico 20, al quartiere Montevescovado di Nocera Inferiore. I controlli sono stati necessari per il programma di riqualificazione dei prefabbricati pesanti post terremoto del 1980 che ne prevede l’abbattimento e la ricostruzione. Data la complessità dell’intervento, l’amministrazione comunale ha deciso di istituire una cabina di regia che coinvolga diversi settori del Comune. “Ci sarà – ha dichiarato il sindaco Paolo De Maio – una sinergia tra uffici, territorio e cittadini per rigenerare il quartiere, tutelare il diritto all’abitare e costruire una città più giusta, inclusiva e efficiente”.

Il progetto di riqualificazione degli edifici di Montevescovado è finanziato con fondi del Pnrr. Era stata l’amministrazione Torquato a fare domanda di ammissione. Il piano prevede la realizzazione di 32 alloggi di edilizia residenziale pubblica per un importo complessivo di sette milioni e mezzo di euro. L’intervento prevede la demolizione e successiva ricostruzione di due edifici esistenti, identificati come edifici B7 e B8 al civico 20 di via San Prisco; la realizzazione di altrettanti nuovi alloggi con annessa autorimessa. Ed ancora,  la creazione di un sistema di servizi e spazi collettivi con funzioni socio-ricreative e la realizzazione di un’area a parcheggio pubblico e una zona a verde attrezzato, nella parte est dell’intervento. Nel finanziamento era prevista anche l’attività di ricognizione che è stata appena completata.

Nella relazione presentata dai tecnici al sindaco è merso che “è necessario procedere con l’adozione dei provvedimenti previsti per le occupazioni accertate sine titulo, nell’ambito del potere autoritativo dell’amministrazione e delle procedure previste dalla normativa vigente”. Le attività saranno coordinate dai Servizi Sociali, con l’obiettivo di “garantire un approccio integrato e rispettoso dei bisogni sociali delle persone coinvolte”. Per le posizioni regolari e regolarizzabili, “si procederà alla dislocazione temporanea degli assegnatari, prevedendo il ricollocamento degli stessi all’interno dei nuovi alloggi di edilizia popolare una volta ultimati i lavori, in coerenza con il cronoprogramma dell’intervento”.

Redazione

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