Fatti

Pronto soccorso, “personale allo stremo”

La Cisl denuncia le criticità del Pronto soccorso dell’Umberto I di Nocera, “pochi infermieri e Oss, a rischio l’assistenza sanitaria”

Nell’ultimo anno le prestazioni erogate dal pronto soccorso dell’Umberto I di Nocera Inferiore hanno superato quota 60 mila. Arrivano nel reparto di emergenza del più grande ospedale dell’Asl Salerno persone provenienti, non solo dall’area nord della provincia, ma anche dall’area vesuviana e napoletana. Un numero enorme rispetto al personale sanitario in campo. Nell’ultimo periodo la situazione, secondo la denuncia della Cisl Fp Salerno, è diventata ancora più critica.

“Gli infermieri in servizio per ogni turno di lavoro sono sette, mentre gli operatori socio sanitari sono appena quattro – ha rivelato il segretario provinciale Alfonso Della Porta – sono numeri del tutto insufficienti a garantire i livelli minimi essenziali di assistenza”. C’è poi il problema delle sostituzioni. “In caso di malattia – ha spiegato il segretario aziendale Vincenzo Ferrara – in caso di assenza per malattia o ferie, tali figure professionali non vengono sostituite, poiché non è consentito il lavoro straordinario e non vi è l’assegnazione di ulteriore personale nonostante tra gravidanze e malattie lunghe ci siano ulteriori sei unità indisponibili e mai sostituite”. Secondo l’organizzazione sindacale le criticità sono anche altre e riguardano l’assistenza dei pazienti che spesso avviene nei corridoi.

“Recentemente – ha sottolineato il coordinatore della Cisl Fp per l’Area centro nord Andrea Pastore – sono state acquistate numerose barelle che, anziché essere utilizzate per il trasferimento degli ammalati, si trasformano in letti di degenza nei corridoi. I pazienti, una volta stabilizzati, dovrebbero essere ricoverati nei posti disponibili nei diversi reparti e non nell’Obi, l’osservazione breve intensiva. Qui vengono effettuate di continuo numerose indagini diagnostiche anche di carattere invasivo quali paracentesi, toracentesi, rachicentesi, somministrazione di terapia, al pari di un ricovero. Inoltre, è importante rappresentare che con l’approvazione del nuovo atto aziendale, l’Obi non è prevista, ma dovrebbe esserci una struttura di Medicina d’urgenza, autonoma e con personale dedicato, sia per gli infermieri che per gli operatori socio sanitari. Per tale attività è necessaria l’assunzione di dieci infermieri e cinque Oss”.

La Cisl Funzione Pubblica ha segnalato le criticità ai vertici dell’azienda sanitaria e del presidio ospedaliero affinché “vengano adottate le adeguate soluzioni”. “Anche perché – ha precisato Della Porta – questa situazione si protrae da tempo e sta mettendo a rischio non solo la salute e la sicurezza dei professionisti e di tutti gli operatori del comparto, ma anche quella di migliaia di pazienti che ogni anno si rivolgono a questo fondamentale servizio per ricevere cure e assistenza. In caso di mancato riscontro saranno avviate le prerogative sindacali del caso”. 

Redazione

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