“Finalmente dopo troppi anni di indifferenza, per non di dire di ostilità, riscontriamo interesse, disponibilità e visione di insieme sul tema della riabilitazione. Grazie”. Lo hanno scritto Giovanni Somma e Luigi Paduano i rappresentanti sindacali Cisl e Uil di Villa dei Fiori in una lettera al direttore generale della Asl Salerno, Gennaro Sosto. La lettera segue l’incontro che il direttore ha avuto con i sindacati sui temi della riabilitazione.
Nella lettera vengono ricordati i temi principali affrontati nell’incontro. La perequazione nel setting ambulatoriale tra i distretti “superando la piaga di differenze abissali con distretti che hanno cinque volte i fondi dell’altro e utilizzando per questo, e non per altro, i fondi stanziati appositamente dalla Regione”. L’omogeneità di comportamento tra i distretti “e quindi mai più vedremo un distretto come il 60 di Nocera essere l’unico a bloccare le terapie in previsione di ipotetici sforamenti”. La necessità di rispondere al fabbisogno reale, “per cui non sarà più possibile a fronte di un ‘non speso’ di mezzo milione di euro negare le terapie a 250 pazienti, gran parte bambini, e avere liste di attesa lunghissime”.
Ed ancora, l’equità e il rispetto, facendo in modo che non avvenga più che un dirigente dell’Asl indirizzi i nostri pazienti verso un altro Centro che poi sfora di circa 60.000 euro e lo ringrazia”. E infine, il direttore generale ha detto che le commissioni UVBR devono operare tenendo conto della 482/04, ovvero valutare quando ci siano le condizioni che impongono la continuità terapeutica in riabilitazione.
“Sono tutte cose fondamentali – scrivono in conclusione i sindacalisti – che cercavamo da anni di porre all’attenzione dell’Asl senza riuscirci. Lei, ingegnere Sosto, nonostante ricopra il suo ruolo da pochi mesi, ha saputo ascoltare e capire. Così ha ridato speranza e fiducia a tanti malati e tanti lavoratori. Grazie”.
Sembrerebbe quindi, dopo anni di ombre e difficoltà, che per la riabilitazione nell’Asl Salerno le cose stiano cambiando. E in meglio. Unica nota stonata, secondo i rappresentanti di Cisl e Uil, è la Cgil. “Mentre tutti noi stiamo difendendo i lavoratori e il settore – dicono – la Cgil si schiera dall’altra parte, per esempio accetta la trasformazione in Rsa, che significherebbe dequalificazione e meno occupazione, come previsto dalla Regione. Non sostiene battaglie fondamentali come quella per la Legge di Iniziativa Popolare sulla riabilitazione per malati neurologici, psichici e sensoriali, che noi invece abbiamo contribuito a promuovere, si arrocca su posizioni di retroguardia tipo ‘tanto peggio tanto meglio’ che porterebbero alla sconfitta di tutti, cittadini e lavoratori”.
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