Fatti

Riabilitazione, ancora tensioni a Nocera Inferiore

Tensioni nei corridoi del Distretto 60 a Nocera Inferiore per le terapie di riabilitazione. Il direttore chiama i carabinieri. I medici di base scrivono all’Asl

Ancora momenti di tensione questa mattina al distretto sanitario 60 di Nocera Inferiore per la vicenda delle terapie di riabilitazione non ancora rilasciate dagli uffici. Agli sportelli si sono presentate numerose famiglie che aspettano da settimane il nulla osta. Ma le autorizzazioni rilasciate sono state meno di dieci. Il direttore del distretto ha chiesto l’intervento dei carabinieri.

Intanto alcuni medici di base hanno scritto al direttore generale dell’Asl Salerno a tutela dei loro pazienti chiedendo che si trovi il modo di sbloccare immediatamente le terapie perché si stanno creando gravi danni alla salute delle persone. “Abbiamo chiesto – ha detto il dottore Enrico D’Angelo – di sbloccare immediatamente questa situazione perché come medici abbiamo il dovere di sottolineare che si stanno creando danni per la salute di pazienti che hanno bisogno delle terapie subito”.

“E’ una situazione incomprensibile – ha continuato il medico – in tantissimi anni di attività non mi era mai capitato nulla di simile, i malati stanno a casa senza cure da mesi, senza alcuna giustificazione e soprattutto nell’indifferenza generale. Non si garantisce più la continuità terapeutica. I medici prescrittori e la commissione degli specialisti Uvbr dell’Asl danno la prescrizione senza soluzione di continuità con la precedente, ma a questa prescrizione poi non viene dato seguito dall’ufficio amministrativo che blocca i progetti e i piani terapeutici vanificando l’efficacia delle terapie. Tutto questo è inconcepibile. E’ inumano sfiancare i familiari anziché aiutarli a curare i propri cari”.

Ci sono casi limite come il paziente di 97 anni che è in attesa del nulla osta da ben 109 giorni.  O un bambino che ha 11 mesi. C’è il sospetto che abbia problemi gravi, per cui sono stati chiesti accertamenti particolarmente impegnativi, nel frattempo però gli è stata prescritta una terapia domiciliare da iniziare subito. Avrebbe dovuto iniziarla 75 giorni fa.  E invece sta ancora aspettando, anche lui un timbro.   

Redazione

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