Un’azione di squadra, una sinergia tra i vertici dell’Asl Salerno, che forniscono strutture e tecnologia e gli operatori sanitari che sul territorio mettono a disposizione dei cittadini professionalità e capacità. Grazie a questa formula è in corso un cambio di paradigma nella sanità campana e salernitana. L’ultima conferma arriva dai recenti dati diffusi dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
Secondo la classifica che tiene conto dei volumi dell’attività chirurgica di tutto il territorio nazionale, ospedaliera ed universitaria, per ciascuna Unità operativa dei relativi presidi ospedalieri, il reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore è tra i primi in Italia. L’unità operativa, guidata dal primario Remo Palladino, è al sedicesimo posto per le patologie otologiche, prima del Policlinico universitario Gemelli di Roma, classificatosi al ventunesimo posto, e subito dopo l’ospedale San Paolo di Milano. Ed ancora, il reparto dell’ospedale di Nocera è al diciannovesimo posto per le patologie oncologiche laringee, una posizione migliore dell’Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli e immediatamente dopo gli ospedali napoletani Cardarelli e del Mare. Ottimo risultato, trentaduesimo posto, anche per le patologie delle ghiandole salivari.
Grazie a questi numeri il reparto dell’Umberto I è al vertice della sanità campana e dell’intero Mezzogiorno d’Italia. “Questo conferma l’efficienza, colmando sempre più il discusso divario assistenziale tra le regioni del nord e quelle del sud” commentano i vertici dell’Asl Salerno. Questo aspetto ha una doppia valenza, non solo quello sanitario nell’assicurare ai pazienti le migliori cure possibili, ma ha anche un risvolto economico perché riduce i viaggi della speranza con la migrazione sanitaria, innegabile risultato di quando si migliora l’assistenza clinica raggiungendo standard qualitativi a livello nazionale.
Non nasconde la sua soddisfazione il direttore generale Gennaro Sosto, “questi risultati sono il frutto di un buon lavoro che parte dai vertici aziendali e, attraverso l’intera filiera di professionalità, si completa con la soddisfazione dei cittadini/pazienti che trovano la concreta opportunità di evitare dispendiose migrazioni extraregionali. Ma c’è ancora tanto da fare, soprattutto per acquistare la fiducia dell’intero territorio che vive ancora l’atavica cultura esterofila”.
Sulla stessa linea d’onda la direttrice sanitaria dell’Umberto I, Rosalba Santarpia, che evidenzia “la valenza di una equipe medico infermieristica e tecnica di riconosciuta professionalità”. “I presupposti ci sono per l’inversione, i dati riportati lo confermano – sottolinea Palladino – quindi al momento gioiamo per il risultato ottenuto, vestiamoci di una giustificata presunzione e liberiamoci dell’idea di una diversa offerta sanitaria nazionale”. Intanto palladino è stato nominato dal direttore generale Sosto, a capo del dipartimento aziendale dei reparti ospedalieri di otorino.
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