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Sarno ricorda il 5 maggio: cittadinanza onoraria a Nino D’Angelo

Sarno ricorda le 160 vittime della frana del 1998. Nino D’Angelo cittadino onorario: «Se la città ha bisogno di me, ci sono»

A ventotto anni dalla tragedia che il 5 maggio 1998 devastò Sarno provocando decine di vittime, la città ha vissuto una giornata intensa di commemorazione, segnata da un’ampia partecipazione istituzionale e da un momento di forte valore simbolico: il conferimento della cittadinanza onoraria al cantautore napoletano Nino D’Angelo.

La cerimonia si è svolta nell’aula consiliare di Palazzo San Francesco, gremita di cittadini, alla presenza del sindaco Francesco Squillante, di rappresentanti delle forze dell’ordine, di esponenti della Regione Campania e di numerosi sindaci dell’Agro sarnese nocerino. Il riconoscimento è stato votato all’unanimità da tutte le forze politiche del Consiglio comunale, in un clima di rara unità istituzionale.

“Il premio più bello della mia carriera”

Visibilmente emozionato, Nino D’Angelo ha definito il riconoscimento «il premio più bello della mia carriera», aggiungendo: «Sarno ha subito una grande e grave ingiustizia; se ha bisogno di me, io ci sono». L’artista negli anni si è distinto per la vicinanza alla comunità sarnese, custodendo attraverso la sua musica il dolore e la memoria di quella tragedia.

Il sindaco Squillante ha voluto sottolineare come, a distanza di quasi tre decenni, restino ancora aperte ferite profonde: «Molte famiglie attendono risposte e risarcimenti che non sono mai arrivati. È una battaglia di dignità e giustizia che questa amministrazione continuerà a sostenere con determinazione».

Il ricordo, la memoria

Alla seduta consiliare era presente anche Roberto Robustelli, sopravvissuto alla frana dopo essere rimasto sepolto sotto il fango per 72 ore, divenuto nel tempo simbolo della resilienza dell’intera comunità. La sua presenza, come ha sottolineato il sindaco, rappresenta «un esempio di coraggio e profondo attaccamento alla città di Sarno».

La Messa nel duomo di Episcopio

Dopo il Consiglio comunale, la commemorazione è proseguita con la celebrazione della Santa Messa nel Duomo di Episcopio, officiata dal viceparroco don Mattia D’Antuono con la concelebrazione di altri sacerdoti. Presenti, tra gli altri, il viceprefetto di Salerno Clelia Ardone e i vertici provinciali delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco. Il corteo finale si è diretto al monumento dedicato alle vittime, dove è stata deposta una corona d’alloro e intitolata una piazza in memoria delle vittime del 5 maggio 1998.

Il sindaco ha chiuso la giornata ricordando Marco Mattiucci, vigile del fuoco insignito della Medaglia d’oro al valor civile, che durante i soccorsi salvò numerose persone prima di essere travolto dal fango e morire dopo giorni di agonia: «La memoria di quel giorno vive nella gratitudine verso chi scavò con le mani nel fango senza tirarsi indietro. Il loro sacrificio non va dimenticato».

Redazione

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