“Un autobus preleverà i bambini alla stazione di Nocera Inferiore e li accompagnerà a cinema. Stessa cosa farà al ritorno”. È la soluzione adottata dal preside Antonio Pizzarelli che dirige il Primo circolo didattico di Nocera Superiore e che mette a tacere una polemica innescata da Antonio Pastore e Carmela Contursi, genitori di un bambino che frequenta la quinta elementare al plesso Pareti-Pucciano e che ha difficoltà motorie. In una lettera inviata al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara e ai vertici regionali e provinciali della scuola, hanno denunciato che “ancora una volta nostro figlio viene privato del diritto all’inclusione scolastica”.
Il prossimo 14 marzo la scolaresca raggiungerà in treno la vicina Nocera Inferiore per assistere alla proiezione del film “Ozi la voce della foresta” che rientra nel cartellone del festival del cinema per le scuole “La città incantata”. Inizialmente il programma prevedeva che i ragazzi dovevano raggiungere la Sala Roma a piedi, stesso percorso al termine della premiazione, circa 1300 metri. “Troppi per nostro figlio riconosciuto disabile grave con ridotta autonomia e necessità di assistenza continua – sostengono i genitori – un simile tragitto a piedi può rappresentare uno sforzo eccessivo e potenzialmente dannoso. La scuola ha l’obbligo di garantire soluzioni alternative come un mezzo adeguato o un percorso accessibile per evitare discriminazioni e tutelare il diritto del bambino alla partecipazione. Sarò io a farlo. Venerdì mio figlio salirà sul treno con i compagni, lo aspetterò alla stazione di Nocera Inferiore e lo accompagnerò in auto a cinema”. Ma il preside non è rimasto a guardare.
“La cosa assurda – ha detto il dirigente scolastico – è che si anticipa il futuro con una polemica che ritengo inutile, una dannosa macchina del tempo che getta discredito inopportuno e strumentale sulla scuola. Ho voluto che i bambini andassero in treno per vivere un’esperienza nuova, molti di loro non lo hanno mai utilizzato. L’uso del bus lo abbiamo deciso non appena ho ricevuto tutte le informazioni, comprese le autorizzazioni dei genitori, per organizzare l’uscita didattica che non è cosa semplice. La mia scuola non ha mai violato i diritti dei bambini”.
Di tutt’altro parere i genitori dell’alunno che già in altre occasioni avevano parlato di “violazione del diritto all’inclusione scolastica come la scandalosa esclusione da una gita a Roma e la totale assenza di considerazioni per i bisogni di nostro figlio in occasione della recita di Natale”. La mamma del bambino se la prende anche con “l’assordante silenzio delle istituzioni locali che avrebbero dovuto intervenire già dalla mia prima denuncia e, invece, ci hanno lasciati soli ad affrontare questa battaglia”.
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