C’è anche la Terapia intensiva neonatale nella mappa del disagio provocato dalla carenza di medici all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore. Ne mancano due già da diverso tempo, entrambi hanno preferito lavorare altrove. E non sono stati rimpiazzati nonostante le rassicurazioni formulate dall’azienda. Promesse vane che si scontrano anche con la burocrazia che rallenta oltremodo l’operatività del reparto. C’è un elettroencefalografo, frutto di una donazione, che è fermo da sei mesi perché manca la delibera per il collaudo.
Intanto si bloccano anche gli interventi chirurgici. Una nota del direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio e del direttore amministrativo Francesco Buoninconti, inviata ai direttori dei reparti e ai coordinatori infermieristici dei presidi ospedalieri di Nocera, Pagani e Scafati, informa che sono esauriti i fondi per le ore di straordinario, “tradotto vuol dire che non sarà più possibile effettuare interventi chirurgici se non quelli di emergenza /urgenza”, riferiscono fonti ospedalieri.
Si tratta del budget 2021 del “fondo disagio” che è stato praticamente sforato. Il problema, anche in questo caso, è la carenza di organico, nello specifico quello degli infermieri. Se mancano è normale che facciano ore di straordinario, “un cane che si morde la coda”. Vincenzo Stridacchio, rappresentante aziendale dell’Aaroi, l’associazione degli anestesisti e rianimatori ospedalieri, ha chiesto l’immediata revoca della nota del blocco dello straordinario del personale infermieristico.
“Non si può che stigmatizzare il progressivo depauperamento di risorse umane che sta colpendo l’ospedale – ha detto il rappresentante sindacale – bisogna attivare immediatamente convenzioni con altre Asl per sopperire alle carenze di organico di taluni reparti. Non è pensabile affrontare il periodo estivo senza avere il neurochirurgo in servizio h24, non è pensabile che il servizio di ortopedia abbia in organico cinque medici, che la gastroenterologia svolga servizio dalle 8 alle 20. Se a ciò si aggiunge la scure calata dalla direzione sanitaria sul blocco delle attività in straordinario, appare evidente che in queste condizioni l’ospedale diventa una bomba ad orologeria e ritengo che la direzione non abbia contezza che, non solo non si effettueranno più interventi chirurgici in elezione ma che sono a rischio anche gli interventi di urgenza”.
“L’Asl Salerno – ha detto Vincenzo Stile, presidente della Commissione consiliare Sanità – da un lato continua ad investire sulla riqualificazione edilizia dell’Umberto I mentre non spinge sull’acceleratore per rimpinguare la pianta organica. Per attirare medici bisogna passare ai concorsi”.
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