Ieri mattina, alla porta del signor Salvatore, un novantenne di Nocera Inferiore, si sono presentati un medico e un infermiere del dipartimento di Emergenza e Urgenza dell’Asl Salerno. Avevano con loro, ben conservata nella borsa termica, la prima dose del vaccino Pfizer. Quando gli hanno detto che erano lì per lui, l’anziano quasi si è messo a piangere. Aspettava quel momento da settimane. A fare da tramite con l’Asl sono stati i carabinieri che avevano saputo della lunga attesa dell’uomo e del desiderio di vaccinarsi.
Sino all’altro giorno i suoi familiari non erano riusciti a farlo vaccinare in quanto l’uomo non può lasciare la sua abitazione per motivi di salute. Sembra che anche il medico di base avesse trovato delle difficoltà. A quel punto sono intervenuti i carabinieri che hanno sollecitato l’Asl ad effettuare la vaccinazione a casa dell’uomo in via Siciliano. L’immunizzazione delle persone allettate è uno scoglio che è stato superato abbastanza di recente. Vari problemi di natura organizzativa avevano bloccato l’inizio delle vaccinazioni domiciliari. Le prime dosi a casa dei pazienti, sono state inoculate ai primi di maggio dopo numerose proteste, miste a preoccupazione, dei familiari delle persone allettate o non deambulanti.
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