“Sempre difficile accettare questi momenti tragici ma ci sono alcuni giorni, i giorni della meraviglia e dello stupore, che le sofferenze vengono evidenziate”. Lo ha detto questa mattina il vescovo Giuseppe Giudice nel tradizionale incontro per gli auguri di Natale con i giornalisti, richiamando l’ultimo fatto di cronaca che ha colpito il territorio. “L’aumento di simili tragedie – ha sottolineato il vescovo – aumentano proprio durante le feste. Quando manca l’attenzione all’umano si entra in una gabbia di grande solitudine e l’unico sbocco sembra non vedere più il cielo”. Poi l’invito “a essere molto attenti a commentare simili fatti e dobbiamo comprendere che la vita è un grande dono.
“Vieni, buon Signore Gesù, da noi, volgi lo sguardo: perché tu ci sei davvero necessario”. Monsignor Giudice ha offerto una breve meditazione dalla poesia “Alla vigilia di Natale” di Bertold Brecht, sottolineando l’importanza di saper “distinguere il necessario e il superfluo in un’epoca in cui il superfluo ha sostituito il necessario. E allora arriva il Natare a riportarci all’essenziale a partire dal valore della vita”.
Per monsignor Giuseppe Giudice, distinguere il necessario e il superfluo, “avviene nella fede, nei rapporti di amici, nei matrimoni, sul lavoro. Il Natale ci riporta all’essenziale, che è anche il necessario, e lo riscopriamo soprattutto nei momenti più difficili. L’essenziale è per noi il valore della vita, del creato, della salute”. E ha aggiunto “bisogna andare al di fuori delle nostre conoscenze, dei nostri gruppi e realtà per incontrare le persone, pellegrini di speranza, che tante volte la speranza hanno perso o ci aiutano a recuperare ciò che non abbiamo riconosciuto fino in fondo”.
Poi un ritorno all’onestà intellettuale, tenendo come punto di riferimento il presepe. “E’ un esercizio non semplice – ha spiegato il prelato – ci dobbiamo rendere conto che noi siamo quelli che aiutano gli altri a comprendere questo tempo, magnifico e stupendo, segnato da tante fragilità. Il presepe contiene l’architettura della speranza perché ognuno è al proprio posto, con il suo sogno, i bisogni e le fatiche, orientati verso un punto luce di nuova rete. Pregare e chiedere al Signore che venga in mezzo a noi penso che sia una bella risposta a questa grande confusione che stiamo vivendo” ha concluso il vescovo Giuseppe Giudice.
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