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Villa dei Fiori, il Consiglio di Stato dice no al ricorso del Comune

Il Consiglio di Stato conferma la decisione del TAR sul diniego all’ampliamento di Villa dei Fiori, mentre resta aperto il giudizio di merito

Non si ferma la battaglia giudiziaria tra il Comune di Nocera Inferiore e del centro di riabilitazione Villa dei Fiori. Con ordinanza dell’8 gennaio 2026, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta del Comune di sospendere la sentenza del TAR Salerno che aveva dato ragione alla struttura sanitaria sul diniego all’ampliamento.

Al centro della controversia c’è il no dell’amministrazione comunale all’estensione del centro di riabilitazione, motivato dalla presunta mancanza di interesse pubblico. Un diniego già oggetto di precedenti pronunce, tra cui una sentenza del Consiglio di Stato del 2023 che aveva imposto al Comune di riesaminare la questione.

Dopo una nuova deliberazione negativa del Consiglio comunale, la Casa di Cura Angrisani aveva nuovamente fatto ricorso, ottenendo nel 2025 una decisione favorevole dal TAR. Secondo i giudici di primo grado, la motivazione del Comune – basata sulla riduzione dei posti letto accreditati – non risultava fondata, poiché i posti letto erano stati solo in parte convertiti in setting socio-sanitari.

Il Consiglio di Stato ha ora confermato, in via cautelare, quella valutazione, ritenendo carenti sia i presupposti giuridici sia l’urgenza invocata dal Comune. Le spese sono state compensate, mentre il giudizio di merito resta ancora aperto.

Il parere legale

“L’ordinanza contiene elementi decisivi nel merito che suggeriscono un esito favorevole per la struttura sanitaria. In particolare, per quanto riguarda il fumus boni iuris (la probabile fondatezza del diritto), il Consiglio di Stato ha rilevato che la motivazione addotta dal Comune per negare l’ampliamento — ovvero la presunta riduzione dei posti letto accreditati — è risultata priva di riscontro oggettivo. La verificazione disposta in primo grado ha infatti accertato che i posti letto non sono stati ridotti, ma parzialmente convertiti in setting socio-sanitari, i quali richiedono standard strutturali superiori, giustificando così l’esigenza di ampliamento. Poiché il Consiglio di Stato ha già chiarito che l’oggetto del contendere non è la compatibilità paesaggistica ma la legittimità del diniego basato sull’interesse pubblico, e dato che tale diniego è stato giudicato carente di presupposti fattuali, la probabilità che il giudizio di merito confermi l’annullamento della delibera comunale è estremamente elevata”.

Redazione

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