Fatti

Villa dei fiori, lettera aperta al sindaco

I dipendenti di Villa dei fiori temono per il loro lavoro, hanno scritto al sindaco di Nocera Inferiore “non ci lasci soli”

Manlio Torquato

Soddisfatti a metà. E’ quanto emerge dalla lettera aperta inviata questa mattina dai lavoratori del Centro di riabilitazione Villa dei fiori al sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato. Dopo il sit in di ieri mattina, una loro delegazione era stata ricevuta dal primo cittadino che aveva assicurato loro che entro il prossimo 21 giugno l’amministrazione comunale esprimerà un parere sulla vicenda che vede contrapposto Comune e azienda.

“Se si deciderà che non è necessario il passaggio in consiglio comunale – aveva riferito il sindaco – sarò con voi per perorare la causa in Regione”. “Ma è proprio questo che non ci fa dormire la notte”, hanno scritto i lavoratori nella lettera. In pratica c’è il timore che si ricominci daccapo, si ritorni nel tunnel lungo sette anni, anche perché la Regione Campania ha già scritto che, per ampliare gli spazi destinati ai pazienti, è necessario che sia il consiglio comunale a deliberare la pubblica utilità del progetto. Ma ormai – sostengono i lavoratori – non c’è più tempo perché senza autorizzazione da un momento all’altro la Regione potrebbe tagliare i posti letto alla struttura costringendola a licenziare, e buttando così a mare un grande investimento privato a vantaggio dei cittadini e del territorio. Obiettivamente, una follia”.

“Siamo convinti, signor sindaco – hanno scritto i dipendenti del Centro di riabilitazione – che Lei abbia a cuore il futuro del nostro lavoro e il miglioramento dei servizi nella città che Lei rappresenta.  Per questo siamo fiduciosi. Sappiamo che, nell’interesse di tutti, non ci lascerà soli”.

La petizione

Ieri mattina i lavoratori hanno anche protocollato al Comune un’istanza con 1.600 firme chiedendo la convocazione del consiglio comunale per approvare il via libera ai lavori. La vicenda è vecchia di sette anni. Nel 2017 la Regione, per poter procedere all’autorizzazione, chiede al Comune tre cose, la delibera di Giunta con riconoscimento della “pubblica utilità”, la Conferenza dei servizi (con il parere positivo di Sovrintendenza, Asl Salerno, Vigili del fuoco ed Enel), la delibera del consiglio comunale. Dopo 550 giorni dalla approvazione il Comune manda alla Regione le prime due cose, manca la delibera dell’assemblea comunale. Infatti, dopo 18 mesi, è il novembre scorso, la Regione ripete al Comune, con le stesse parole, che manca la dichiarazione del consiglio comunale sulla pubblica utilità.

“Richiesta – si legge nella lettera – che non viene mai contestata dal Comune, se l’avesse ritenuta illegittima l’avrebbe fatto immediatamente. Inoltre il Tar ha chiarito che è il Comune che si deve esprimere, come richiesto dalla Regione”.  

Redazione

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