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Villa dei Fiori, piccolo paziente celebra la sua Prima Comunione

La famiglia di Giulio ha ringraziato Villa dei Fiori per aver organizzato la celebrazione della Prima Comunione. Dalla struttura “amore e umanità oltre ogni attacco”

Giulio – il nome è di fantasia per tutelare la privacy – è un bambino autistico con assenza di linguaggio e deficit intellettivo, che compirà tra qualche mese 12 anni. Da quasi due è ricoverato a Villa dei Fiori, dove viene amorevolmente assistito e curato. Nei giorni scorsi, l’intera casa d cura di Nocera Inferiore ha messo in moto una straordinaria macchina organizzativa – fatta di assistenza ma sopratutto di amore e disponibilità – perché Giulio, com’era nella volontà della famiglia, potesse celebrare e ricevere la sua Prima Comunione. L’emozione è stata tanta, per il piccolo Giulio, per i suoi genitori, ma anche per lo staff medico e paramedico di Villa dei Fiori, che si è premurato oltre ogni limite affinché il piccolo potesse vivesse al meglio questo importante momento della sua vita.

Così è stato e tutto è andato per il meglio, tra sorrisi di gioia e lacrime di emozione. A cerimonia conclusa, la famiglia ha voluto esprimere nero su bianco la propria riconoscenza, con una toccante lettera inviata alla proprietà di Villa dei Fiori e al personale che per due anni assiste Giulio. “La famiglia C. – si legge nel testo – vi ringrazia per il gesto gentile che avete avuto per nostro figlio. Ma un grazie non basta per tutto quello che avete fatto in questi due anni e per i risultati raggiunti da Giulio. Grazie a tutto lo staff di Villa dei fiori, alla loro presenza nella nostra famiglia al supporto che non ci hanno fatto mai mancare in questi due anni. Giulio è felicissimo e, con lui, tutti noi”.

“L’amore e l’umanità – hanno scritto da Villa dei Fiori – vincono ogni attacco; superano l’insensibilità, la burocrazia, gli orpelli tecnici e procedurali. Proprio mentre, da parte di qualche burocrate, si tenta di risparmiare pochi euro sui disabili gravi e gravissimi e di ridimensionare l’assistenza per i più deboli e fragili, costringendoli al trasferimento in strutture inidonee come le Rsa, ecco una storia bella, fatta di amore, di umanità, di supporto vero e concreto. L’amore e l’umanità hanno vinto davvero, e la gioia di Giulio è valsa a dimenticare – almeno per un giorno – la scarsa o nulla sensibilità di chi pensa di risparmiare sulla pelle di Giulio e di tanti bambini come lui”.

Redazione

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