Sono 127 su 158 i Comuni della provincia di Salerno che hanno già aderito al progetto sperimentale degli Ambulatori Virtuali di Comunità promosso dall’Asl Salerno. Un dato che evidenzia una partecipazione ampia e trasversale del territorio a un modello organizzativo orientato alla prossimità e all’innovazione, con l’obiettivo di rafforzare l’accesso alle cure attraverso la telemedicina.
La presentazione ufficiale dell’iniziativa è in programma lunedì 2 marzo, alle ore 11, presso l’Aula Blu della sede centrale dell’Asl in via Nizza a Salerno, con collegamento in simultanea con i 127 Comuni coinvolti. All’incontro interverranno il direttore generale, Gennaro Sosto, il direttore sanitario Primo Sergianni e il direttore amministrativo Ferdinando Memoli.
Il progetto è coordinato dalla Unità operativa complessa Governance dei Processi di Telemedicina e Intelligenza Artificiale, diretta da Antonio Coppola, con il coinvolgimento degli specialisti aziendali e dei reparti dell’Asl che erogheranno le prestazioni in modalità telematica.
Gli Ambulatori Virtuali di Comunità si fondano su presìdi fisici di prossimità collocati all’interno di spazi comunali, sedi territoriali e strutture sociosanitarie. In questi punti di accesso, il cittadino può effettuare: televisite di controllo, rinnovi dei piani terapeutici, consulti specialistici in telemedicina, in coerenza con le linee guida nazionali in materia di sanità digitale. Il modello integra dunque infrastruttura tecnologica e presidio territoriale, superando la logica della prestazione esclusivamente domiciliare e offrendo un luogo assistito dove usufruire dei servizi digitali sanitari.
Elemento qualificante dell’iniziativa è la presenza del facilitatore digitale, figura specificamente formata per accompagnare i cittadini – in particolare anziani, persone fragili o con scarsa alfabetizzazione informatica – nell’accesso alle prestazioni. Il supporto riguarda: l’utilizzo della piattaforma di telemedicina; l’attivazione degli strumenti necessari; l’assistenza durante l’intero percorso di fruizione del servizio. L’obiettivo è ridurre il divario digitale e garantire equità di accesso, evitando che l’innovazione tecnologica si traduca in nuove barriere.
L’adesione di oltre l’80% dei Comuni della provincia rappresenta un passaggio significativo verso un modello sanitario territoriale più integrato, capace di coniugare prossimità, digitalizzazione e governance clinico-organizzativa. La sperimentazione potrà costituire un benchmark per ulteriori sviluppi in ambito regionale e nazionale, in linea con le strategie di potenziamento della medicina territoriale e della telemedicina.
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