Il Covid è un virus subdolo e pericoloso che ha sconvolto le nostre vite, creando disagi e mettendo a rischio la vita dei più deboli come possono essere le persone che hanno la necessità di seguire terapie di riabilitazione. L’orizzonte oggi appare meno buio.
Si è alla vigilia di una rivoluzione, si chiama tele riabilitazione “che finalmente può rappresentare una svolta per la continuità terapeutica e contribuire a far uscire dalla rassegnazione le centinaia di persone che attendono tempi infiniti per entrare in terapia”. Così come a scuola con la dad, grazie a un computer o un tablet con webcam, i pazienti possono essere curati dai riabilitatori restando a casa.
È un tipo di soluzione particolarmente indicata per pazienti che hanno difficoltà di apprendimento, di acquisizione delle abilità di lettura, scrittura o calcolo, difficoltà nel linguaggio e in generale in tutti i pazienti con deficit cognitivi, disturbi che colpiscono soprattutto bambini. Il progetto non è nuovo, risale al 2014 ma il Covid ha imposto un’accelerazione. Nei giorni scorsi la Regione Campania ha emanato le sue linee guida per “assicurare l’assistenza e la continuità delle cure”.
L’Asl Salerno ha promosso una riunione sul tema della riabilitazione a distanza per passare concretamente dalle parole ai fatti. Mentre Tiziana Rossetto, presidente della Federazione dei Logopedisti, ha dedicato la Giornata europea della Logopedia proprio alla tele riabilitazione. Per Francesco D’addino, direttore scientifico del Centro studi Villa dei fiori di Nocera Inferiore, si tratta di una svolta “perché c’è ancora chi pensa che la riabilitazione non abbia carattere di urgenza e possa essere posticipata senza problemi. È vero, invece, il contrario. La terapia riabilitativa deve essere effettuata all’atto della prescrizione, con presa in carico in tempi brevi da parte della struttura prescelta, per evitare un aggravamento della patologia. Questo deve valere per tutti, a maggior ragione per i soggetti in età evolutiva. La tempestività è tutto, eppure ci troviamo di fronte a pazienti che sono costretti a interrompere la continuità terapeutica per mancata autorizzazione a causa di liste di attesa lunghissime e persone che vivono in rassegnata disperazione a causa di un fabbisogno riabilitativo sottostimato”.
Per D’addino i cambiamenti potranno essere radicali. “Innanzitutto – ha spiegato – la Regione ribadisce nelle sue linee guida la necessità di assicurare l’assistenza e la continuità delle cure. È un principio che non può essere disatteso. E la riabilitazione a distanza può esser uno strumento fondamentale, non solo in tempi di pandemia, per fare in modo che assistenza e continuità della cura siano effettivamente garantite. Bene ha fatto la Regione a definire le sue linee guida e bene fa chi, come l’Asl Salerno, si attiva perché tutto questo si trasformi al più presto in soluzioni a disposizione dei cittadini”.
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