Idee

Tra gli alfieri della Repubblica un volontario e un assistente educativo

Tra le 30 onorificenze di alfieri del presidente Mattarella anche Francesco Tortora di Roccapiemonte e Miriam El Ouazani di Cava de’ Tirreni

Una storia di impegno e di solidarietà quella di Francesco Tortora classe 2004, abita a Roccapiemonte ed è tra i 30 alfieri della Repubblica scelti dal presidente Sergio Mattarella. Le onorificenze conferite dal Capo dello Stato tengono conto dell’uso consapevole e virtuoso degli strumenti tecnologici e dei social network, anche in relazione ai problemi posti dalla pandemia. Il ‘filo rosso’ che lega i nuovi alfieri è soprattutto lo straordinario impegno messo in campo dai giovanissimi per superare gli ostacoli della pandemia. E il prossimo 14 dicembre riceverà ufficialmente il premio presso la Sala delle Cerimonie della Prefettura di Salerno. Francesco frequenta il quinto anno del liceo scientifico Bonaventura Rescigno. Attratto dall’associazionismo e dal volontariato, diventato per lui una grande passione. Una realtà che lo ha affascinato sin dall’adolescenza. Un vero dono, un pregio, mettersi al servizio dell’altro, a sostegno del prossimo. Qualità, virtù, che non sono passate inosservate. A notarle è stato Nicola Pagano, maresciallo dei carabinieri in pensione e presidente del Nucleo di Protezione civile.

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Insieme agli altri 29 volontari dell’associazione, Francesco si è impegnato ad aiutare quanti avessero difficoltà nella prenotazione dei vaccini anti Covid servendosi della piattaforma realizzata dalla Regione. Il suo aiuto è stato prezioso e grazie a lui tanti anziani della comunità rocchese hanno potuto ricevere l’inoculazione del siero. Francesco, poi, si è adoperato anche nelle procedure per il rilascio del green pass, scaricando a chi ne avesse bisogno il certificato verde. Il giovane si è donato totalmente alla sua comunità. Era la primavera del 2020, nel pieno dell’emergenza sanitaria e i contagi implodevano ovunque, lui c’era e si è adoperato nelle attività di sostegno alla popolazione con la raccolta e la distribuzione di beni alimentari. L’emergenza, oltre a essere sanitaria, era anche sociale e, purtroppo, lo è ancora.

Francesco è il chiaro esempio di giovane che dinanzi alle difficoltà non si tira indietro, o peggio le raggira. La sua età potrebbe spingere a fare ciò. Ma è evidente che alle spalle c’è anche un modus di vita, donato dalla sua famiglia. Fieri e orgogliosi sono mamma Gelsomina e papà Maurizio, la sorella ventenne Annaemanuela che studia giurisprudenza a Roma e il fratello Cristiano Alfonso che, come Francesco, frequenta il liceo Rescigno. Grande soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Carmine Pagano e dall’assessore alla Protezione civile Roberto Fabbricatore. “Siamo orgogliosi per questo riconoscimento conferito al giovane Francesco – scrivono in una nota Pagano e Fabbricatore – esempio di grande professionalità nell’ambito del volontariato, ragazzo serio che si è impegnato per la comunità insieme a tutta la squadra di volontari e in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale”.

Miriam El Ouazani

Tra i nuovi alfieri, il presidente Mattarella ha voluto premiare anche storie di integrazione come quelle della salernitana Miriam El Ouazani, per l’impegno con cui si dedica alla crescita dei ragazzi “fuori famiglia”. Classe 2002, vive a Cava de’ Tirreni insieme ai nonni che, con premura, si occupa di tutti i loro bisogni. Miriam è cresciuta Salerno, in una comunità in cui era la più grande tra i bambini ospitati. Ha aiutato i più piccoli, e anche gli operatori, comportandosi come una sorella maggiore e divenendo un modello per la sua affidabilità, per la cordialità e la compostezza. Anche Miriam riceverà ufficialmente il premio conferitogli da Mattarella martedì 14 dicembre presso la Sala delle Cerimonie della Prefettura di Salerno.

Compiuti 18 anni, il Servizio sociale non le ha concesso altro tempo in struttura ma non ha mai abbandonato la comunità in cui è cresciuta. Infatti, anche vivendo nella città metelliana, ha deciso di formarsi come operatore sociale e di svolgere il tirocinio per conseguire il titolo di “assistente educativo all’infanzia”. Miriam è partecipe del “Care Leavers network” di “Agevolando”, una rete di giovani che, come lei, sono cresciuti “fuori famiglia”, e nel corso di conferenze regionali ha svolto il ruolo di relatrice, sollevando in particolare il tema dell’affido dei ragazzi maggiorenni, ai quali spesso è preclusa questa opportunità perché non ci sono famiglie o persone disponibili.

Christian Geniale

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