Idee

Un albergo di pregio a San Giovanni in Parco

L’albergo utile per il flusso turistico verso la Tofano e il parco urbano, il sindaco conferma i colloqui, “ora il parere dei cittadini”

Alle origini era un ospedale, poi un monastero benedettino, un domani non molto lontano, un albergo di pregio. Il complesso monumentale San Giovanni in Parco, struttura che fa parte dell’immenso tesoro di storia e arte che si snoda tra piazza Zanardelli e via Solimena, potrebbe rinascere come struttura ricettiva capace di intercettare il flusso di turisti e studiosi di archeologia.

A poche decine di metri c’è la caserma Tofano che, nel progetto della soprintendente Raffaella Bonaudo, diventerà un laboratorio museale per mostrare come si interviene sui reperti archeologici custoditi già ora nei locali della “caserma rossa”. Il sindaco di Nocera Inferiore, Paolo De Maio, nelle settimane scorse ha avuto dei colloqui con un’importante azienda internazionale che ha in portafoglio diverse strutture alberghiere.

I contatti

“C’è un’interlocuzione in corso – ha detto De Maio – che potrebbe portare a dei risultati concreti. Per intercettare il turismo bisogna avere anche spazi ricettivi. La nostra città non deve essere soltanto una tappa. Dovremo essere capaci di far restare gli ospiti anche più giorni. Le cose da vedere sono tante, la Tofano con i reperti archeologici, le vicine strutture conventuali di Sant’Anna e di Sant’Antonio con la sua straordinaria pinacoteca, il museo archeologico provinciale, i giardini pensili de Sauget incastonati nella villa comunale, il castello del Parco, tasselli unici che andranno a comporre il parco urbano”. Da non dimenticare che a poco più di un chilometro, a Nocera Superiore, c’è il battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore, poi il teatro ellenistico romano di Pareti, la necropoli monumentale di Pizzone.

Dalle prime indiscrezioni l’azienda parteciperebbe in maniera sostanziale al restauro di San Giovanni in Parco, in cambio il Comune, proprietario dell’immobile, ne cederebbe la disponibilità per un determinato tempo. Le opere di riqualificazione, ovviamente, dovranno essere eseguite rispettando le tutele indicate dalla Soprintendenza. “Ci stiamo concretamente pensando – ha ammesso il sindaco – e immaginiamo anche un dibattito pubblico per comprendere cosa ne pensano i cittadini”.

La storia

Fu Federico II di Svevia nel 1220 a volere un ospedale in San Giovanni in Parco, simile a quello di Santo Spirito a Roma. Poi nel 1400 divenne comunità monastica. Nel 1809 Napoleone abolì i monasteri e la struttura fu comprata dal padre del letterato nocerino Saverio Costantino Amato. Qui fu ospitato Gioacchino Murat in fuga da Napoli. Poi il declino. Nel 1998 il sindaco Aldo Di Vito acquisì l’immobile affidandone il consolidamento all’architetto Mario Di Sessa. Il sindaco Manlio Torquato nel 2021 ha chiesto e ottenuto un finanziamento dal Pnrr per riqualificare parte dello storico edificio.

Redazione

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