Politica

Ampliamento della rotatoria, è polemica

Scarsi benefici rispetto alla spesa per espropriare un pezzo della rotatoria, la tesi di opposizione ed ex amministratori di Nocera Inferiore

Sta suscitando forti polemiche la decisione dell’amministrazione comunale di Nocera Inferiore, guidata dal sindaco Paolo De Maio, di procedere all’ampliamento della rotatoria di via Atzori attraverso l’esproprio dell’area attualmente occupata da un’autofficina. Il progetto, che prevede la realizzazione di nuovi posti auto e un miglioramento dell’intersezione con via Pepe, avrà un costo stimato di circa un milione di euro, da finanziare con risorse comunali attraverso un mutuo di Cassa Depositi e Prestiti. Una spesa giudicata eccessiva e ingiustificata da più parti, che ha unito in un coro di critiche esponenti dell’opposizione ma anche figure legate al passato amministrativo della città.

Odoroso e Giordano: “Mutuo a carico dei cittadini per un parcheggio vuoto”

I consiglieri comunali Giuseppe Odoroso e Rosa Giordano parlano di “decisione assurda e vergognosa”. «È inconcepibile – scrivono in una nota – spendere un milione di euro per ampliare un parcheggio che non è mai stato pieno. Peggio ancora, farlo con un mutuo, quindi con soldi dei cittadini. Si sacrifica un’attività storica e posti di lavoro per un’opera inutile, che non risolve i problemi del traffico». I due consiglieri accusano l’amministrazione di “totale disinteresse verso il tessuto produttivo locale” e arrivano a chiedere le dimissioni del sindaco.

Torquato: “Spesa ingente per benefici minimi”

Critico anche l’ex sindaco Manlio Torquato, sotto la cui amministrazione l’opera originaria era stata finanziata e avviata. «Dubitiamo fortemente – afferma – che questo ampliamento produca reali miglioramenti alla viabilità. Si tratta, di fatto, di un intervento finalizzato all’aumento dei posti auto, ma il parcheggio attuale è già ampiamente sottoutilizzato».
Torquato sottolinea inoltre come il progetto comporti oggi un onere diretto per le casse comunali, a differenza della fase iniziale, finanziata con fondi esterni. Ricorda infine che nel 2023 vi sarebbe stato un tentativo dei proprietari dell’officina di cedere gratuitamente parte dell’area al Comune, proposta poi abbandonata.

Vagito: “Sette lavoratori rischiano il posto per un’opera inutile”

L’ex assessore Andrea Vagito condivide le perplessità di Torquato, sottolineando l’impatto occupazionale della decisione. «L’esproprio – afferma – comporterà la chiusura dell’officina e il licenziamento di sette dipendenti. Tutto ciò per un intervento dai vantaggi irrilevanti e dai costi elevatissimi. Spero che l’amministrazione sospenda la procedura e valuti alternative».
Un appello che Vagito definisce “da cittadino e padre di famiglia, prima ancora che da ex amministratore”.

Piccolo: “Ventimila euro a posto auto, assurdo”

Anche l’ex assessore Federico Piccolo interviene, definendo l’operazione «una follia economica».
«Spendere oltre 1,2 milioni per venti posti auto è impensabile – afferma soprattutto sapendo che la proprietà era disposta a cedere gratuitamente parte dell’area per completare il progetto». Piccolo aggiunge che la città avrebbe «ben altre priorità» e invita a una riflessione “sui costi e benefici reali” dell’intervento.

Passero difende il progetto: “Opera completata, non c’è nessun dramma”

A difendere la scelta è il presidente della commissione Lavori Pubblici e consigliere comunale Luciano Passero, che replica direttamente alle critiche. «Non è vero – sostiene – che si sprecano soldi o che sette famiglie resteranno in strada. L’opera oggi è finalmente completa. È previsto anche un ampliamento dell’area produttiva di 220 mila metri quadrati, dove le attività potranno trasferirsi. Non è una questione politica: è una questione di credibilità amministrativa».

Un dibattito che divide la città

L’ampliamento della rotatoria di via Atzori, nato come progetto di miglioramento della viabilità, si è trasformato in un caso politico e sociale. Da un lato l’amministrazione comunale, che difende la scelta come atto di completamento di un’opera strategica; dall’altro, un fronte trasversale di ex sindaci, assessori e consiglieri che denunciano uno spreco di risorse pubbliche e la perdita di posti di lavoro per un beneficio viabilistico giudicato “minimo”.

Redazione

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